Pino Daniele

55 anni. Quasi 35 di carriera nella musica, da grande protagonista. Pino Daniele è a tutti gli effetti uno dei nomi “pesanti” e più influenti della nostra scena musicale. E oggi annuncia il suo ritorno sulla scena discografica con un album antologico di duetti (anticipato dal singolo Boogie Boogie Man, uno dei due inediti in scaletta).
Napoletano doc ha fuso mirabilmente, e con uno stile personale, la tradizione, i sapori e le atmosfere della sua terra con linguaggi musicali, solo in apparenza “distanti”, come rock, funky e blues. Il blues già, Daniele ha fatto a questo proposito un outing esplicito in una sua canzone del 1993 «... Sono un cantante di blues che non si ferma per niente al mondo... » non facendo altro che legittimare la propria cifra stilistica, in bilico tra vecchio e nuovo, tra nostalgia e moderno. Tutta la scena musicale partenopea, anche quella più protesa verso l’avanguardia (una delle più fertili in Italia) - pensiamo ai magnifici Almamegretta - gli deve qualcosa. L’interminabile schiera di artisti illustri e session men che negli anni hanno suonato con lui ci confermano ancora di più l’attitudine a “travalicare” i confini del musicista napoletano.

UN INNOVATORE, DA SUBITO
Se il suo esordio su album, Terra mia (che fu preceduto dal 45 giri Che calore), lo proiettò immediatamente alla ribalta - grazie soprattutto a Napule è e 'Na tazzulella 'e cafè, il successivo disco omonimo del 1979 lo consacrò definitivamente. Siamo in piena era punk e questo trend essenzialmente esterofilo trovava un antidoto non solo nella ricca schiera di cantautori italiani, ma anche grazie a questo bluesman atipico, dalla sensibilità musicale prodigiosa. Un nero a metà (titolo appunto del terzo disco) che non ha paura ma cavalca il suo meticciato musicale. Il successo di un brano come I Say it Sto Cca ce lo testimonia alla grande. Da qui via via un teoria lunga ed entusiasmante di lavori - oltre che di concerti tra cui quelli celebre di Milano in apertura all’esibizione di Bob Marley - che convincono pubblico e critica, da Vai Mo’ del 1981, che spinge sull’acceleratore grazie a Yes I Know My Way, a Bella M’’Briana (in cui suona anche Wayne Shorter) e poi Musicante, Sciò, Ferryboat; Bonne soirée, la colonna sonora di Le vie del signore sono finite (di Massimo Troisi con il quale collaborerà anche per Pensavo fosse un amore e invece era un calesse), l’ottimo Schiezzechea With Love e Mascalzone Latino che chiude i suoi anni 80. E forse apre la carriera di Pino Daniele ancora più esplicitamente al grande pubblico (non che fino a quel momento fosse un artista di nicchia, tutt’altro... ).

IL VIAGGIO CONTINUA...
Gli anni ‘90 dell’artista sono quelli che più lo vedono protagonista in classifica, ma che forse fanno storcere il naso ai puristi,i pensiamo a O’ Scarrafone (da Un uomo in blues) o, soprattutto, a Che Dio ti benedica (dal disco omonimo del 1993). Rimane il suo solidissimo talento di musicista ma, pur avvalendosi di collaboratori illustri (Jovanotti, Giorgia, Irene Grandi), la serie di dischi dal ‘95 al ‘99 non meritano l’appellativo di memorabili.
Nuovo slancio viene trovato nei successivi Medina e, soprattutto, con il coraggioso Passi d’autore, ufficialmente a nome Pino Daniele Project, che propone un campionario di sonorità sudamericane di grande suggestione. Pino Daniele si avvale del Peter Erskine Trio con il quale inciderà anche Il mio nome è Pino Daniele e vivo qui del 2007, disco preceduto nel 2005 dal quasi acustico Iguana Cafè.
Nel 2009 escono Electric Jam ed Acustic Jam e parte il relativo tour durato oltre un anno, tra Italia ed estero tra cui il concerto del 1 ottobre 2009 all’Apollo Theatre di New York.

IL NUOVO DISCO
All’interno della discografia di Pino Daniele sono numerosi i best e le collection (oltre che le colonne sonore); ma un disco antologico nel quale l’artista napoletano ripropone alcuni dei suoi classici in duetto con altri colleghi è un’occasione interessante per ri-scoprire alcuni dei suoi pezzi più celebri. Ecco allora Boogie Boogie Man, che è anche il titolo del nuovo brano (in radio dal 5 novembre) in cui Pino duetta con Mina, Franco Battiato, Mario Biondi e J-Ax: rispettivamente in Napule è, Chi tene o’ mare, Je so’ pazzo e Siente fa accussi (una versione di Yes I Know My Way con nuovi arrangiamenti e un nuovo testo scritto in collaborazione con lo stesso J-Ax).