Un momento del montaggio della tipica platina a tre quarti con decorazione a nastro di Glashütte, originariamente inventata da Ferdinand A. Lange nel 1864

Arrivare dove si deve nello stato che si può» scriveva Louis- Ferdinand Céline in Viaggio al termine della notte , il suo primo romanzo (pubblicato nel 1932). Ed è una frase perfetta anche per il mercato dell’orologeria che, nei primi mesi dell’anno, tra crisi e volontà di guardare avanti, ha allestito i due saloni fieristici più importanti del settore: il Sihh (Salon International de la Haute Horlogerie, con 16 marchi al top e 30 mila metri quadrati di esposizione) – tenutosi a Ginevra alla fine di gennaio – e il mastodontico Baselworld di Basilea appena conclusosi (il 3 aprile). Eccoci dunque a scorrere in rassegna le novità più rilevanti in merito all’orologeria meccanica di alta gamma.

MODELLI DI RIFERIMENTO
Patek Philippe e la Referenza 5960/1A (4 ) segnano una svolta degna di nota, per uno dei rari modelli realizzati dalla celeberrima maison della famiglia Stern in cui un movimento “complicato” – in questo caso composto da funzioni cronografiche e calendario annuale (che necessita di regolazione manuale soltanto una volta all’anno, il 1° marzo) – è racchiuso in una cassa in acciaio per un sicuro appeal collezionistico. Il 5960/1A è automatico e monta un calibro di manifattura con ruota a colonne, innesto verticale e lancetta crono-flyback, modulo per il calendario su tre finestrelle, indicatore della riserva di carica e giorno-notte. Il diametro della cassa è di 40,50 mm (prezzo: 42.360 euro).
Lo scorso anno, Breguet ha presentato il Classique Tourbillon (3 ) extra-piatto automatico e ora gli ha fatto indossare una esoterica cassa in platino. Soprattutto continua a strabiliare la prodezza tecnica del Calibro 581DR, spesso soltanto 3 mm. E i 7 mm della cassa (42 mm il diametro) lo rendono uno dei tourbillon automatici più piatti di sempre. Tutto ciò non inficia l’autonomia di carica che supera le 90 ore (prezzo: da definire; la versione in oro rosa costa 129.100 euro). Su fasce di prezzo più “umane” uno dei best seller annunciati dell’immediato futuro è il Panerai Luminor Base 8 Days (1 ), perché abbina addirittura quattro must per i “paneristi” di tutto il mondo: la carica manuale (Cal. 5000 di manifattura), l’autonomia di marcia di otto giorni (che si rifà ai modelli storici), il quadrante con la sola indicazione di ore e minuti e l’amatissima cassa Luminor da 44 mm (prezzo: 6.100 euro).
Discorso analogo per Tudor, che dopo aver presentato l’Heritage Black Bay (2 ) due anni fa (nella fortunata versione con quadrante nero cioccolato, lancette e indici in oro rosa effetto vintage, luminescenza color crema e lunetta bordeaux, rievocando gli stilemi del Tudor Submariner del 1954) oggi lo propone con quadrante nero, lancette e indici argenté, sostanza luminescente bianco ghiaccio e lunetta blu notte. La cassa è in acciaio (41 mm) e l’impermeabilità arriva a 200 metri (prezzo: 2.570 euro, mentre la versione con bracciale costa 2.830 euro).

TOURBILLON
Duecento anni fa gli orologi erano portati nel taschino in posizione verticale e l’incidenza della gravitazione terrestre sul bilanciere generava notevoli scarti di marcia. Per compensarne l’effetto, la posizione del sistema oscillante doveva essere costantemente modificata. Ciò fu reso possibile da Abraham-Louis Breguet che alloggiò il sistema oscillante in una gabbia rotante (appunto il tourbillon), aumentando così la precisione di marcia. Da allora, nella sua micromeccanica complessità e perfezione artigianale, il tourbillon è considerato un simbolo di maestria orologiera. In questo senso Vacheron Constantin propone la cassa “tonneau” nobilitata dal platino per il Malte Tourbillon (11 ). Una vera e propria icona della manifattura dall’attività ininterrotta e più longeva dell’intera orologeria che ne valorizza appieno tutto il suo “savoir-faire”. I 50 esemplari numerati quantificano l’esclusività del modello. Il Cal. 2795, manuale, insignito del Punzone di Ginevra, ha una riserva di marcia di dieci giorni (prezzo: 203.700 euro). A. Lange & Söhne, con il 1815 Tourbillon (9 ), per la prima volta combina l’arresto dei secondi per il tourbillon (suo brevetto del 2008) con il dispositivo delle lancette “Zero-Reset” (estraendo la corona, la lancetta dei secondi salta sullo zero), per una regolazione dell’orologio comoda e precisa. La versione è limitata a 100 pezzi (prezzo: su richiesta).
Il Cartier Astrocalendaire (12 ) sembra un anfiteatro ma è un prodigioso tourbillon volante e calendario perpetuo a piani concentrici su più livelli, che attraverso un sistema di ruotismi, regolabile dalla corona di carica, consente di risolvere agevolmente errori di regolazione e migliorare la precisione cronometrica. Il Cal. 9459 MC (automatico) che lo muove è certificato con il Punzone di Ginevra e sono 100 gli esemplari prodotti (prezzo: su richiesta). Altrettanta suggestione arriva da Roger Dubuis. La Manifattura è nata nel 1995 con la collezione Hommage e oggi viene completamente ridisegnata. L’apice di questa reinterpretazione è l’Hommage Doppio Tourbillon Volante (10 ) con quadrante decorato a “guilloché”. Il nuovo Cal. RD100 conta 452 componenti rifiniti a mano singolarmente per 1.200 ore di lavoro – 360 delle quali destinate a soddisfare i requisiti del Punzone di Ginevra – e ben sei settimane di controlli (prezzo: 286.500 euro).

ORE E MINUTI
Due o tre lancette, magari con datario e parte del movimento a vista sul quadrante: alle volte basta “poco” per affascinare il gusto di un appassionato che ama il classico (anche rivisitato). Blancpain, per esempio, con il Villeret Ref. 6630-3631- 55B (7 ) ha colpito nel segno grazie a un ipnotico quadrante in smalto bombato bianco “grand feu”; al suo interno batte il “cuore” automatico del Cal. 1335, capace di otto giorni di autonomia (prezzo: su richiesta). Per il suo 140esimo anniversario, Piaget presenta l’ultra-piatto Altiplano 38 mm 900P (8 ): semplicemente l’orologio meccanico manuale più sottile al mondo. Attraverso la “fusione” tra il Cal. 900P (che deriva dai mitici movimenti 9P del 1957 e 12P del 1960) e la cassa in oro bianco, con il fondello che serve anche da platina, lo spessore è di soli 3,65 mm. L’affidabilità, nonostante il record estremo, è garantita e la riserva di carica di 48 ore resta più che soddisfacente (prezzo: 24.700 euro). Glashütte Original (5 ) il doppio “collo di cigno” – che oltre a meravigliare per la sua bellezza serve per regolare il bilanciere – lo aveva spostato in bella mostra sul quadrante già nel 2008 con il PanoInverse e adesso, tramite il Cal. 91-02, lo fa diventare automatico con il PanoMaticInverse (prezzo: su richiesta). Con altrettanta maestria Zenith “porta” il Cal. El Primero 4613 (6 ), automatico con l’alta frequenza delle 36.000 A/h, sul quadrante argentato del Synopsis. Le lancette di ore e minuti e gli indici sono in oro rosa (prezzo: 4.800 euro).

CRONOGRAFI
Il dinamismo di Hublot è confermato dallo Spirit of Big Bang (13 ) che trasforma la celebre cassa rotonda in “tonneau”, mantenendo, come ben esprime il suo nome, i codici stilistici originali, dalla cassa “sandwich” (in titanio e lunetta in ceramica) agli attacchi delle anse. Il Calibro scheletrato HUB4700 deriva dal leggendario Zenith El Primero (prezzo: 19.400 euro). Pure l’Octo Chronographe di Bulgari (17 ) viaggia con l’alta frequenza delle 36.000 A/h grazie al Cal. BVL 328 con ruota a colonne e scappamento in silicio. La cassa ottagonale misura 41,5 mm di diametro (prezzo: 9.100 Euro).
Breitling rende invece omaggio al famoso motore Bentley da 6,75 litri della Mulsanne con il Bentley 6.75 Midnight Carbon (14 ), prodotto in 1.000 esemplari. Il trattamento della cassa (da 49 mm) in acciaio satinato è a base di carbonio e il movimento certificato cronometro è il Cal. 44B (prezzo: 8.500 euro).
Un mito per tutti gli amanti dei crono di casa Omega è lo Speedmaster Mark II (15 ) del 1969 che oggi torna con un restyling azzeccato e come propulsore il collaudato Cal. 3330 coassiale e con ruota a colonne, impreziosito sito dalla molla del bilanciere in silicio. La garanzia è di quattro anni (prezzo: 4.700 euro).
Tag Heuer celebra la partnership con l’Automobile Club di Monaco e il suo Gran Premio di Formula 1 presentando il Carrera Calibre 1887 Monaco Grand Prix (16 ) con una edizione numerata di 2.500 pezzi. Sotto il quadrante nero, con dettagli rossi e grigi, batte l’ormai famoso Cal. 1887 (prezzo: 5.100 euro). Ed è tempo di celebrazioni anche per Eberhard & Co. che ricorda il 150esimo anniversario della nascita di Gabriele D’Annunzio con 150 esemplari dal nome evocativo: Extra-fort “Ardisco non ordisco” (18). La cassa è in acciaio (41 mm) e il movimento è il Cal. 8147 su base Valjoux 7750 (prezzo: 3.640 euro).
Dagli eventi fieristici di Ginevra e Basilea 2014 emerge pertanto la tendenza complessiva di una orologeria meccanica di alta gamma, con grandi contenuti tecnici e design studiati per durare negli anni. In sintesi, di lusso concreto, tangibile.