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Protagonisti

Per Vaillant una strada già tracciata

Qualche timore è lecito visto il difficile contesto internazionale, ma per Gherardo Magri, a.d. della filiale italiana, la via della sostenibilità non si può più mettere in discussione. Non conviene a nessuno

Gherardo-Magri-Vaillant Nato a Bergamo, laureato in Economia e Commercio, Gherardo Magri è amministratore delegato per l’Italia di Vaillant Group dal 2010. In precedenta ha maturato esperienze professionali in Candy Group, Blu, Philips, Fiat Auto, Fisher-Price e Nabisco

L’intervista a Gherardo Magri è parte dello speciale

I campioni della sostenibilità 2024 di Business People


Tradisce orgoglio la voce di Gherardo Magri, a.d. di Vaillant Italia, nel parlare del completamento della ristrutturazione dell’headquarter di via Benigno Crespi, a Milano. Dopo la Torre inaugurata nel 2022, nel settembre scorso hanno aperto i battenti anche gli altri due edifici, progettati da Ignazio Gardella alla fine degli anni 50. «Un grande architetto, capace di trovare la giusta sintesi tra estetica modernista ed eleganza formale», commenta Magri, «che abbiamo valorizzato conservando chicche strutturali come la grande scala elicoidale che dalla reception sale lungo tutti i piani del palazzo». Una ristrutturazione profonda che ha perseguito due obiettivi: garantire una maggiore sostenibilità ambientale e rispecchiare un nuovo concetto di spazio di lavoro.

In che senso la nuova sede è più sostenibile?
Innanzitutto, abbiamo rinnovato gli impianti per ridurre i consumi e andare con decisione verso l’elettrificazione. Non possiamo dire che l’headquarter è completamente a impatto zero solo perché abbiamo deciso di tenere una centrale termica a gas installata nel 2018. Ci è sembrata una scelta di buon senso non dismettere un impianto così recente. Lavorare su un edificio degli anni 50 è molto più sfidante che costruire da zero e ci impone di procedere più lentamente. Come per la Torre, abbiamo inoltre utilizzato per tutte le pareti, compreso il perimetro esterno, pittura Airlite, in grado di abbattere gli inquinanti atmosferici: 1 m² dipinto con Airlite equivale a 1 m² di bosco. Considerando che ora ne abbiamo quasi 6.000 m², abbiamo calcolato che riusciremo a eliminare circa 7 tonnellate di CO2 all’anno. Dopodiché per noi sostenibilità significa anche adoperarsi per il benessere delle persone. Con lo smart working è cambiato il modo di vivere l’ufficio, quando si viene in sede non si lavora più isolati, ma si sente la necessità di una maggiore integrazione. Ecco allora che abbiamo creato open space e aree di coworking, per favorire scambi, incontri interfunzionali e una partecipazione proattiva e informale.

Una sede in linea con il concetto di umanesimo in azienda concretizzato nel progetto The Human Society. A che punto siete?
Il 2023 è stato per me un anno di intensa campagna per diffondere questa filosofia. Una campagna fatta di lecture nelle università, interviste, testimonianze in occasione di meeting internazionali del Gruppo. È un tema che ha riscosso interesse a 360 gradi. Inoltre, l’estate scorsa abbiamo distribuito agli stakeholder più importanti il nostro codice etico e di condotta accompagnato da una mia lettera di accompagnamento. Anche in questo caso ho ricevuto molti riscontri positivi. Ho pure incontrato il nostro più importante partner logistico, anch’egli molto attivo sul fronte della sostenibilità, per condividere le rispettive best practice e cercare di progredire in collaborazione. L’idea è proseguire incontrando tutti i maggiori fornitori per diffondere la nostra filosofia. Insomma, direi che il 2023 è stato un anno di “evangelizzazione”, che si è concluso, in occasione del nostro ultimo meeting people, collegando il concetto di Human Society con quello di Felicità interna lorda.

Vaillant-Sede-Milano

Uno degli spazi del rinnovato headquarter di Milano

A livello di Gruppo, Vaillant si è data un piano strategico, il S.E.E.D.S. (Sustainability in Environment, Employees, Development & Solutions, Society): di cosa si tratta e come ha influenzato le iniziative della filiale italiana?
È un programma partito già nel 2011. Inizialmente concentrato soprattutto sull’efficienza interna del Gruppo, via via si è ampliato in accordo con quanto definito dagli accordi internazionali sul cambiamento climatico. In particolare, i due macro-obiettivi sono quelli di dimezzare la nostra carbon footprint entro il 2030 e raggiungere la neutralità nel 2050. Per raggiungerli, nei prossimi 10-15 anni il Gruppo arriverà a investire 2 miliardi di euro, una cifra davvero significativa se si pensa che il fatturato 2022 è stato pari a 3,6 miliardi. Un esempio del nostro impegno è il nuovo impianto produttivo di Senica, in Slovacchia, che si sviluppa su 100 mila m² e utilizza solo energia rinnovabile. Vaillant ha inoltre intrapreso progetti di riforestazione – al momento in Costa Rica, ma si sta pensando di attivarli anche in Europa – andando oltre il mero acquisto di certificati di compensazione della CO2. S.E.E.D.S. è un veicolo straordinario, che ha stimolato la nostra creatività nello sviluppo di nuovi progetti: dalla lotta alla plastica all’eliminazione dei documenti cartacei, fino all’installazione di pannelli fotovoltaici, alla conversione della flotta aziendale in chiave ibrida ed elettrica (siamo arrivati al 70%), fino alle iniziative Drive Home e Drive Electric in favore della mobilità sostenibile dei dipendenti. La prima mette a disposizione di coloro che vengono in ufficio con i mezzi pubblici auto green da utilizzare per rientrare a casa in caso di urgenze, anche personali. La seconda permette di usare una delle nostre auto elettriche per quattro giorni, anche nel weekend, per prendere confidenza con questi nuovi mezzi. Si tratta di tante piccole iniziative che riteniamo però importanti, perché vanno a cambiare i comportamenti quotidiani. Per esempio, oltre a firmare il contratto di smart working, che prevede tre giorni di lavoro da casa e due in ufficio, abbiamo deciso tenere chiusa la sede tutti i venerdì per risparmiare luce e gas. Inoltre, nelle date che riteniamo importanti da ricordare, dalla giornata della Terra a quella contro la violenza sulle donne, organizziamo sempre qualcosa che coinvolga tutti i colleghi per sviluppare una maggiore sensibilità su certi temi.

AroTherm-Plus-Vaillant

La pompa di calore a basso impatto aroTHERM plus

Lavorando nel campo della climatizzazione e del riscaldamento, l’efficienza dei prodotti e l’innovazione sono fondamentali per la sostenibilità…
Certo. Non a caso ci stiamo impegnando per la produzione di pompe di calore e, in questo campo, abbiamo adottato subito il gas refrigerante naturale R290, con il più basso indice di impatto sul riscaldamento globale, che entro il 2025 verrà utilizzato per tutta la nostra gamma. Abbiamo inoltre avviato un programma di riduzione del packaging. Infine, le nostre caldaie sono già pronte per un 20% di miscela a idrogeno, quindi siamo avanti rispetto alle compagnie di energia che stanno ancora sperimentandone le modalità di distribuzione.

È tra coloro che temono che i costi della sostenibilità, uniti alle turbolenze internazionali e all’inflazione, possano rallentare la crescita economica dei Paesi occidentali rispetto alle economie emergenti?
La situazione è delicata: da un lato è difficile imporre alle grandi economie emergenti la tutela ambientale, dall’altro abbiamo visto persino la Germania, sempre costante e decisa nel suo impegno per la sostenibilità, tentennare sulla necessità di produrre energia da fonti fossili per sostenere l’economia. Anche in Italia, dopo il disastro del Superbonus e il blocco degli incentivi, c’è stato un forte rallentamento nell’ammodernamento del parco caldaie. Un po’ di preoccupazione è lecita, però l’accordo raggiunto durante l’ultima Cop28 è stato un segnale importante: la strada è ormai tracciata e non si può più tornare indietro. È fondamentale che le imprese abbiano il coraggio di continuare a investire con decisione in questo senso, per non sprecare quanto fatto sinora.

Lo hanno capito anche i consumatori?
È innegabile che anche loro stiano risentendo dell’incertezza economica, ma i dati del nono Osservatorio nazionale sullo stile di vita sostenibile per il quale collaboriamo con Lifegate confermano che i consumatori sono ormai disposti a pagare di più per un prodotto più verde. Fino a dieci anni fa sarebbe stato impensabile, questo significa che la sensibilità è realmente aumentata. Certo, la crisi economica ha colpito duro, però la gente ha capito che, sul fronte degli elettrodomestici, vale la pena investire per prodotti più efficienti, perché permette di risparmiare fino al 30% in bolletta. Il che, oltre che all’ambiente, fa bene anche al portafogli.