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Attualità

AI e GenAI tra le priorità del 2024, ma poche aziende ci lavorano

Oltre il 60% dei dirigenti intervistati da Bcg afferma infatti che le proprie aziende stanno ancora aspettando di vedere come si svilupperanno le normative specifiche per l’uso dell’AI

architecture-alternativo Credits: mesh cube/iStockPhoto

L’anno appena trascorso ha dato grande impulso alla conoscenza dell’intelligenza artificiale generativa (GenAI) e alle sue potenzialità, creando un notevole fermento intorno alla promessa di trasformare il mondo del lavoro. Tuttavia, le aziende sembrano in attesa, nel tentativo di osservarne i reali benefici.

Una panoramica sull’utilizzo di queste tecnologie innovative proviene dal report From Potential to Profit with GenAI¸realizzato da Boston Consulting Group (Bcg) e presentato in occasione del World Economic Forum di Davos.

Stando ai risultati dello studio, il 66% dei dirigenti intervistati è ancora incerto o insoddisfatto dei progressi compiuti finora dalla propria organizzazione in materia di AI e GenAI. Tra le cause principali emerge la mancanza di talenti e competenze (62%), una tabella di marcia sugli investimenti poco chiara (47%) e l’assenza di una strategia sull’uso responsabile di AI e GenAI (42%).

“Sperimentando la GenAI, quasi tutti i Ceo nel mondo – me compreso – hanno osservato una curva di apprendimento più ripida del previsto”, ha dichiarato Christoph Schweizer, Ceo di Bcg. “Quando la tecnologia cambia così rapidamente poi, si può essere più propensi ad aspettare e vedere dove si arriva. Ma con la GenAI, vincono coloro che stanno già sperimentando, imparando e costruendo su scala. Questo è l’anno giusto per trasformare le promesse di questa nuova tecnologia in successo aziendale tangibile”.

L’analisi, basata su un’indagine condotta su 1.406 dirigenti in 50 mercati e 14 settori, mostra come, nonostante l’esitazione riguardo all’uso delle nuove tecnologie, ci sia una intenzione diffusa e positiva in termini di investimenti: il 71% dei dirigenti intervistati intende aumentare gli investimenti tecnologici nel 2024 – con un salto di 11 punti percentuali rispetto al 2023 – e un numero ancora maggiore (85%) prevede di aumentare la spesa per l’AI e la GenAI. Il 54% dei dirigenti prevede che l’AI permetterà di ridurre i costi già quest’anno, soprattutto grazie all’aumento della produttività delle operazioni.

Middle East (85%) e Asia-Pacific (80%) sono le aree che guideranno l’ondata di investimenti in tecnologia pianificati per il 2024. Il Nord America si posiziona sotto la media globale (71%) con il 65% dei dirigenti intervistati che pianifica di incrementare gli investimenti, mentre l’Europa fa poco meglio, con il 68% pronto ad investire di più in queste tecnologie. I dirigenti europei sono tuttavia tra i più restii a credere che AI e GenAI possano portare a una maggiore produttività nel 2024, anche se il 45% di essi rimane proattivo nel fornire linee guida sull’uso dell’AI e della GenAI, in linea con la media europea (46%).

A raccogliere i frutti di AI e GenAI è attualmente solo una piccola percentuale di aziende. Oltre il 60% dei dirigenti intervistati afferma infatti che le proprie aziende stanno ancora aspettando di vedere come si svilupperanno le normative specifiche per l’uso dell’AI e solo il 6% delle aziende ha già formato più del 25% del proprio personale sull’utilizzo degli strumenti di GenAI.

Le aziende che usano già l’AI generativa prevedono di guadagnare fino a 1 miliardo di dollari di produttività a livello globale, opportunità che si apre anche alle aziende italiane, che potranno aumentarla significativamente utilizzando software off the shelf come ChatGpt e Microsoft Copilot”, afferma Roberto Ventura, Managing Director e Partner di Bcg. “Per ottenere risultati significativi bisogna però attivare percorsi strutturati di formazione del personale. Ci sono poi applicazioni più avanzate, create e implementate da specialisti come data engineer e data scientist, capaci di generare per l’azienda impatti significativi. L’elemento chiave è il focus su applicazioni trasformative per funzioni o prodotti”.