Lavoro, il mercato è dinamico ma la priorità è fare di meno

Secondo il nuovo rapporto Censis-Eudaimon, siamo di fronte ad un nuovo paradosso italiano

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Il nuovo rapporto Censis-Eudaimon dedicato al mondo del welfare aziendale restituisce un quadro definito paradossale: in Italia il mercato del lavoro è dinamico, ma quello che manca è la “voglia di lavorare”.

Per il 67,7% degli italiani, secondo la ricerca, la priorità è ridurre il tempo dedicato al lavoro, percentuale che riguarda non solo le fasce più giovani ma anche le più adulte e over 50. Il 30,5% degli occupati riferisce già di impegnarsi lo stretto necessario, rifiutando di fare straordinari o di rispondere a chiamate o mail fuori dai proprio orari stabiliti di lavoro.

I risultati del 7° rapporto sul welfare aziendale, realizzato da Censis-Eudaimon in collaborazione con Credem, Edison, Michelin e Ovs e presentato oggi (mercoledì 21 febbraio 2024), sono in linea con quelli di un altro report, il Randstad Workmonitor 2024 che ha fatto emergere come gli italiani siano sempre ambiziosi ma meno interessati a fare carriera, mettendo invece il benessere psico-fisico e il tempo libero davanti all’avanzamento di grado e maggiori responsabilità.

Per il 52,1% del campione Censis-Eudaimon attualmente il lavoro influenza meno la vita privata rispetto al passato, anche in questo una posizione condivisa tra giovani (54,2%), adulti (50,1%) e anziani (52,6%). Il 28% inoltre ha rinunciato a un lavoro migliore di quello attuale perché la sede era troppo distante da casa.

Le aziende invece sono attente ai bisogni dei propri lavoratori? Il 61,5% degli occupati reputa adeguata l’attenzione rivolta in relazione alle esigenze dei lavoratori con figli, il 71% a quelle delle donne che rientrano dalla maternità e il 62,9% a quelle di dipendenti con salute fragile. Il 61,7% invece non ritiene l’azienda abbastanza attenta al benessere psico-fisico generale.

Tutto questo, come detto, nell’ambito di un mercato dinamico e con il tasso di occupazione più alto di sempre: nel 2022 gli occupati in Italia sono stati 23.1 milioni, con un +5% di permanenti tra il 2019 e il 2012 e -4,5% a termine. Nessuna fuga dal lavoro, inoltre: i dati Inps indicano che il 67% dei dimessi volontari con meno di 60 anni è stato ricollocato nel giro di tre mesi.

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Nel report sul welfare aziendale, trovano spazio anche statistiche relative al mondo del lavoro per le donne: il tasso di occupazione delle lavoratrici con figli è pari al 58,6%, mentre per gli uomini siamo all’89,3%. Un divario superiore ai 30 punti percentuali che mette l’Italia alle spalle di Germania, Francia, Spagna e Grecia. Solo nel 2022, le dimissioni o risoluzioni consensuali relative a genitori con figli sino a un anno di età hanno coinvolto 44,7 mila madri e 16,7 mila padri. Tra le principali motivazioni, la difficoltà di conciliare lavoro e cura dei figli a causa della carenza dei servizi.

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