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Antinori: escluso un futuro nei vini no alcol

La presidente di Marchesi Antinori smarca l’azienda da un futuro nella produzione di questa categoria. “Faccio fatica a chiamarli vini”. Dopo l’acquisizione di Stag’s Leap nella Napa Valley, si punta a una nuova organizzazione negli Stati Uniti

Antinori-Albiera no alcol Albiera Antinori, presidente di Marchesi Antinori

Albiera Antinori è a capo del gruppo Marchesi Antinori, che si occupa di vino da 26 generazioni, ha tre nuovi vigneti nel Chianti e rappresenta l’eccellenza delle aziende famigliari, “pronte a superare i momenti duri, a tirare un po’ la cinghia aspettando che il mare si calmi. Anni difficili ce ne sono stati in passato e ce ne saranno in futuro”.

I numeri e la strategia futura di Marchesi Antinori

Il gruppo ha chiuso il 2023 con un aumento del 3-4% rispetto all’anno precedente, a quota 245 milioni. In concomitanza con la nuova edizione dell’atteso Vinitaly 2024 a Verona Fiere, la manager ha rilasciato un’intervista a Luciano Ferraro per Corriere Economia.

Una delle dichiarazioni più interessanti riguarda la nuova moda dei cosiddetti vini no-alcol, che sembrano attirare le nuove generazioni e paiono incontrare i gusti e le nuove abitudini dei consumatori, alla ricerca di vini sempre più leggeri e poco alcolici. “Faccio fatica a chiamarli vini”, spiega Albiera Antinori. “Comunque, deve essere ben evidenziata la nuova categoria. Resto molto perplessa sulla estensione dei no alcol alla denominazione di origine, perché non spiegano il territorio. Ma se verrà scritto in maniera evidente che si tratta di no alcol, allora ok. Non ne faccio una battaglia ideologica”.

Sulla possibilità che l’azienda un giorno li possa produrre, la risposta è piuttosto categorica: “Non credo proprio, è un prodotto diverso, ma capisco chi si vuole addentrare in altre fette di mercato”. Poi c’è il futuro: “Uno dei temi per noi è la nuova organizzazione negli Usa. Dopo l’acquisizione di una delle più importanti cantine della Napa Valley in California, Stag’s Leap, da gennaio abbiamo creato una nostra società di importazioni (Vinattieri 1385), stiamo creando una nuova rete di distribuzione senza dover ricorrere più ad intermediari, un’azione decisiva per i fine wines”.

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