Intelligenza Artificiale, la metà dei manager non ha le idee chiare sulle regole

Secondo uno studio Ibm, oltre l’80% dei dirigenti del nostro Paese ha adottato o vuole adottare l’AI generativa nel corso di quest’anno. A mancare sono le conoscenze delle regole in materia

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Una nuova indagine condotta da Ibm intervistando un campione di oltre 1.600 figure C-level di imprese europee con più di 500 dipendenti, ha dimostrato come l’Intelligenza Artificiale stia prendendo sempre più piede nel’economia italiana. In particolare, ben l’81% dei manager italiani ha confermato di aver adottato o di voler adottare l’AI generativa nel corso del 2024 mentre quasi la totalità, ovvero il 97%, ha riconosciuto a questa tecnologia un potenziale importante in grado di migliorare la capacità decisionale.
Il 96% delle persone intervistate, poi, ha dichiarato che preferisce dare priorità alla governance, alla sicurezza e all’etica dell’AI con la definizione di framework dedicati.

Dai dati raccolti nell’ambito dello studio è inoltre emerso con forza come le aziende abbiano tutta l’intenzione di aumentare la propria efficienza operativa, automatizzando il più possibile i processi di routine e liberando il tempo a disposizione delle risorse umane a favore di attività di maggior valore strategico: è di questa opinione il 48% dei leader italiani. Altri obiettivi che si vorrebbero raggiungere grazie all’utilizzo di questa tecnologia sono migliorare l’esperienza dei clienti (il 45%) e incrementare i risultati di vendita (il 38%).

Nei Cda, dunque, c’è la volontà di accogliere l’Intelligenza Artificiale, anche al fine di implementare processi di trasformazione digitale. Il 79% dei dirigenti, a fronte di una media europea del 74%, intende collaborare con i soggetti che si occupano di regolamentare la tecnologia. Infine, i dati mostrano anche un nodo cruciale a proposito delle regole: il 47% di manager italiani non ritiene di avere le idee chiare su cosa possa comportare l’applicazione delle nuove normative.

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