Connettiti con noi

Editoriale

La leadership? Questione di attenzione e dedizione

leadership Credits: © Shutterstock

Riflettevo di recente su come e quanto la leadership sia, non tanto e non solo legata alle capacità strategiche e di intuizione relative al business di un manager o di un imprenditore, ma anche – e forse soprattutto – questione di attenzione e dedizione.

Attenzione quando ci si mette nei panni di chi lavora con te e per te, avendo la pazienza di spiegare e la capacità di delegare. Attenzione quando per un problema che si crea in azienda si preferisce agire (e rimuovere) sulle cause anziché sui responsabili: perché fermarsi agli errori senza saper apprezzare la propensione al rischio del singolo, potrebbe rivelarsi alla lunga controproducente in termini di intraprendenza. Attenzione anche quando si costruisce un team, riuscendo a mettere insieme una squadra di talenti complementari anziché simili: la diversità è sempre e comunque un valore. Bisogna fare molta attenzione allorché si danno direttive, perché devono essere chiare e credibili; altrettanta attenzione occorre nel restituire sempre dei feedback positivi, soprattutto quando c’è da riconoscere un merito o un risultato, feedback che devono essere quanto meno costruttivi quando invece viene fatto rilevare un errore.

E poi non può e non deve mancare la dedizione, tanta dedizione. Perché è la dedizione che dà a un leader la capacità (e il fiuto) di riconoscere i talenti reali e potenziali dei singoli collaboratori per spingerli ad andare oltre la loro comfort zone. Occorre dedizione per saper superare le opposizioni interne all’azienda e avere voglia di confrontarsi con le ragioni che ispirano i conflitti. Bisogna armarsi di tantissima dedizione nell’inseguire le proprie ambizioni, allenando nel tempo le proprie aspirazioni e finanche i propri sogni, andando a volte anche contro quello che in prima battuta potrebbe sembrare l’unica cosa giusta da fare, contro il buonsenso. Perché la dedizione è credere in sé stessi e negli altri anche quando gli altri non credono in quello che tu fai e in loro stessi. E per riuscirci serve soprattutto saper e sapersi ascoltare. Ovvero, fare molta attenzione…