Il messaggio a imprenditori e manager dal Leadership Forum 2023

Si chiude la due giorni organizzata da Performance Strategies, che ha chiamato a raccolta a Milano 11 speaker internazionali, 400 aziende e più di 1.500 partecipanti

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Il cambiamento è ogni giorno. Imprese, organizzazioni e persone si misurano con spinte globali e grandi trasformazioni sociali che quasi mai è possibile prevedere. Ciò che i leader possono e devono fare è sviluppare modelli per fare impresa che si adattino velocemente e in «corsa» a questi cambiamenti.

Chi sarà capace di individuare per tempo nuove strategie, più flessibili e sostenibili, riuscirà a rimanere in gioco e aumentare la resilienza della propria azienda. Per farlo occorre trasformare le organizzazioni per innovare e crescere, aiutando le persone e i talenti a sviluppare attitudini e competenze e facendo leva sui valori propri delle aziende.

Questo, in sintesi, il messaggio che emerge dagli interventi degli opinion leader e business thinker mondiali intervenuti alla Leadership Forum 2023, 12esima edizione della due giorni organizzata da Performance Strategies e punto di riferimento per la business community in Italia. Il business event, intitolato quest’anno Lead the future, ha ospitato 11 speaker internazionali e ha visto la partecipazione di oltre 1.500 manager e professionisti provenienti da 400 aziende.

“Il Leadership Forum quest’anno aveva l’obiettivo di offrire spunti di riflessione e idee per far fronte alla crescente instabilità del mondo e, quindi, del business. Imprese, organizzazioni e persone si misurano con spinte globali e grandi trasformazioni sociali che è molto difficile prevedere. Ciò che i leader possono fare è sviluppare modelli per fare impresa in modo più sostenibile, individuare strategie più flessibili e sicure per restare in gioco in mercati sempre più volatili”, ha commentato Marcello Mancini, Ceo & Founder di Performance Strategies.

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Marcello Mancini, Ceo & Founder di Performance Strategies, sul palco del Leadership Forum 2023

“Dai vari interventi del Forum emerge una nuova figura di leader che deve essere in grado di fornire gli strumenti e le conoscenze indispensabili per far evolvere costantemente il paradigma organizzativo e orientare le imprese nello sviluppo di modelli più sostenibili e innovativi. Che è poi anche l’obiettivo che perseguiamo da oltre 10 anni con il Leadership Forum, una grande occasione annuale di incontro e confronto tra migliaia di Ceo, imprenditori e manager, riuniti attorno alle ispirazioni di alcuni dei più influenti business thinker, esperti di management ed esponenti del mondo accademico, sportivo e culturale del panorama internazionale”.

Gli speaker del Leadership Forum 2023

Nelle due giornate del Leadership Forum sono intervenuti Nassim Nicholas Taleb, filosofo e matematico; Mo Gawdat, Chief Business Officer di Google X dal 2013 al 2018; Cristina Scocchia, una delle Ceo più influenti d’Italia; Anna Rosling Ronnlung, designer ed esperta di trend globali; Luca Tommassini, pluripremiato coreografo, direttore artistico e regista; Federico Buffa, uno dei più grandi esperti di comunicazione efficace e public speaking contemporanei; Jo Owen, consulente per oltre 100 delle principali aziende globali; Cathy O’Dowd, alpinista e scalatrice, è la prima donna ad aver conquistato la cima dell’Everest da due versanti; Navi Radjou, ricercatore e consulente, è uno dei 50 esperti di management più influenti secondo la classifica Thinkers50; Nicola Piovani, premio Oscar per le musiche del film La vita è bella di Roberto Benigni; e Indra Nooy, Ceo visionaria di PepsiCo dal 2006 al 2018.

Gli interventi

Nassim Nicholas Taleb, filosofo, saggista e matematico libanese naturalizzato statunitense, esperto di matematica finanziaria, ha aperto l’evento con un intervento intitolato Prosperare nel disordine in cui ha parlato di leadership anti-fragile: “Nella storia umana è sempre stato difficile prevedere il futuro anche quando tutti gli elementi per comprendere lo scenario erano davanti a noi. Le economie sono interconnesse in maniera talmente indissolubile da essere sempre più dipendenti l’una dalle altre. La globalizzazione dei mercati, di cui beneficiamo, ha reso il sistema molto più efficiente ma, allo stesso tempo, ha contribuito a renderlo anche molto più fragile. L’interdipendenza senza precedenti a cui stiamo assistendo e lo sviluppo tecnologico odierno aumenta a dismisura l’imprevedibilità di eventi qualificati come Cigni Neri. L’anti-fragilità potrà rappresentare l’antidoto più efficace perché ci consente di evolvere e migliorare”.

Indra Nooyi, Ceo visionaria di PepsiCo dal 2006 al 2018 è intervenuta sulla leadership del futuro. La leadership di Nooyi, attraverso le politiche adottate, ha infatti impattato sul comportamento di consumo di interi gruppi sociali e culturali, esprimendo una capacità di guida di respiro e dimensione globali. Nooyi è stata promotrice, in anticipo sui tempi attuali, di un interesse alla sostenibilità: Performance with Purpose è il nome di quello che, creato da Nooyi e adottato da PepsiCo, è diventato un vero e proprio programma che si poneva come obiettivo quello di soddisfare le esigenze di sostenibilità ambientale, tanto quanto quelle finanziarie e dei clienti. “Si dice che senza visione non si può sopravvivere. Anche oggi abbiamo bisogno di una visione per guidare la società verso il futuro. Ma oggi il mondo è così incerto che abbiamo bisogno di avere sempre la possibilità di intraprendere strade alternative. In questo scenario diventa fondamentale riuscire a essere resilienti, agili e con un’alta capacità di adattamento all’interno della società”.

Mo GawdatChief Business Officer di Google X dal 2013 al 2018, in un intervento sull’intelligenza artificiale e la felicità si interroga sul suo impatto sulla società: “Le sfide riguardanti l’intelligenza artificiale coinvolgono ogni aspetto della quotidianità, in generale, e in modo specifico avranno un forte impatto sul lavoro. L’idea che le macchine possano sostituire gli esseri umani e diventare un potenziale pericolo è un’idea condivisa. L’A.I. ha già rivoluzionato le professioni di milioni di persone, e continuerà a farlo, portando cambiamenti più o meno significativi. Ecco perché è importante riflettere anche sulle implicazioni etiche e sociali che questa tecnologia potrà avere. È arrivato dunque il momento di mostrare la nostra umanità”.

 Jo Owen, esperto di management e consulente per numerose aziende internazionali, prendendo spunto dalle tribù indigene, analizza nel suo intervento le dinamiche tipiche dei team globali, che sono un ambito di approfondimento necessario per qualsiasi team leader, in ogni tipo di organizzazione. Per gestire queste criticità, Jo Owen suggerisce di “approcciare la questione da prospettive che aiutino a mitigare i dissidi, superando le barriere territoriali. Prendere decisioni, definire gli obiettivi, gestire la comunicazione, costruire la fiducia e coordinare il gruppo diventano questioni molto complesse quando i membri del team sono separati dalla distanza geografica, dal tempo, dalla lingua, dalla cultura e dalle priorità”. Grazie al “manager globale” i leader, i membri del team e le aziende saranno in grado di far fronte alle sfide da affrontare.

Cathy O’Dowd, prima donna al mondo a scalare la montagna più alta del mondo da entrambi i lati nord e sud, ha invece raccontato la sua impresa. L’alpinista ha raccontato cosa spinge uno scalatore ad andare avanti nonostante gli enormi rischi, gli imprevisti, gli incidenti di percorso. Racconta l’importanza del lavoro di gruppo per poter raggiungere un obiettivo e di quanto sia importante saper gestire bene le persone: “Si impara molto dagli errori, è l’esperienza che ci fa crescere e ci permette di pensare alla prossima impresa impossibile. Ma per raggiungere i propri obiettivi è importante avere il giusto team, un piano valido e il coraggio di provarci”.

Navi Radjouricercatore e consulente, è uno dei 50 esperti di management più influenti secondo la classifica Thinkers50. Ha presentato il concetto dell’innovazione frugale, un approccio attraverso il quale dare vita a modelli di business, e di conseguenza a sistemi e società, più sostenibili, a livello economico, finanziario ed ambientale. L’idea alla base di questo pensiero arriva dal termine hindi Jugaad, che indica “la capacità di improvvisare una soluzione efficace, con risorse limitate, in un momento di difficoltà”. Il 2024, ha affermato, “sarà un anno complesso per le aziende perché si dovrà gestire un’economia in calo e rallentata, affrontare la crisi climatica e i cambiamenti geopolitici. Nelle prossime otto settimane, quelle che mancano alla fine dell’anno, sarà dunque importante riuscire a implementare a tutti i livelli una serie di strategie frugali che ci consentano di produrre utilizzando il 20% in meno delle risorse finanziarie e ambientali. Solo adottando approcci diversi, collaborativi, rigenerativi, sarà possibile superare le crisi”.

Anna Rosling Ronnlung, designer ed esperta di trend globali, in un intervento sullo scenario globale, ha dichiarato: “Viviamo in un mondo in cui gran parte delle informazioni sono state digitalizzate in un processo di democratizzazione dei dati. E proprio per questo sarà importante riuscire a interpretare e analizzare correttamente la mole di dati a cui abbiamo accesso. Questo ci consentirà di prendere decisioni migliori, rendendo tutti i processi decisionali sempre più efficienti in futuro. In tale scenario sarà dunque importante porsi sempre delle domande, riflettere e verificare sempre i dati.

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