In aumento i compensi dei Ceo italiani a Piazza Affari

Nel 2022 ai numeri uno delle 40 aziende del Ftse Mib il montepremi più elevato erogato a partire dal 2012, frutto dell’approccio pay for performance, che si conferma un pilastro dei sistemi di incentivazione

Compensi-dei-Ceo-Kpi-Esg© pcess609/iStockPhoto

Nel 2022 gli amministratori delegati delle 40 aziende quotate sull’indice Ftse Mib di Piazza Affari, il più rappresentativo per Borsa Italiana, hanno visto crescere i loro compensi come non si vedeva da oltre dieci anni. Un risultato frutto dell’approccio pay for performance, sempre più diffuso dalle società. È uno degli elementi principali che emerge dall’undicesima edizione dello studio Mercer Ftse Mib, finalizzato ad analizzare le retribuzioni fisse e variabili degli organi di amministrazione e controllo, che rileva le tendenze annuali delle aziende in relazioni ai compensi dei Ceo.

Compensi dei Ceo sempre più legati alle performance 

Rispetto alle tendenze principali in riferimento ai compensi corrisposti nel 2021, le aziende analizzate mostrano una performance in crescita, indice di una ripresa economica consolidata. il 2022 è stato un anno positivo per la maggior parte delle aziende dell’indice Ftse Mib che hanno raggiunto risultati più che positivi in termini di utile lordo cumulato (circa 98 miliardi di euro), nonostante il quadro geopolitico e macroeconomico tutt’altro che favorevoli, migliorando del 59% i già positivi risultati ottenuti nel corso del 2021.

L’incremento dei risultati di business, si precisa nell’analisi di Mercer, non è legato ad un solo settore specifico ma è distribuito in generale tra tutte le società del Ftse Mib. C’è stato sicuramente un impatto rilevante da parte delle società operanti nel settore Energy & Utilities, che hanno visto un incremento dell’utile lordo cumulato del 70% rispetto al 2021 ma anche altre società, in particolare quelle legate al mondo del manufacturing e dei servizi non finanziari, hanno ottenuto performance in netta crescita (+96%). Positivo anche l’impatto sull’utile lordo delle società del mondo finanziario (banche e assicurazioni) che hanno visto una crescita dell’utile lordo del 40% complessivo.

L’approccio Pay for performance si conferma come pilastro dei sistemi di incentivazione”, afferma Sara Bottaro, responsabile dello studio e Practice Lead Executive Remuneration di Mercer Italia “Prendendo in considerazione il cumulato di tutta la Ftse Mib, risulta maggiore del 4% rispetto al 2021 e rappresenta il montepremi più elevato erogato a partire dal 2012”.

Nel 2022, infatti, il 68% degli amministratori delegati ha over-performato rispetto alla scheda obiettivo assegnatagli. Ciò si riflette sul valore del bonus maturato nel 2022 che registra un ulteriore incremento rispetto agli anni precedenti.

“Gli amministratori delegati che raggiungono obiettivi di produttività e sostenibilità sul lungo termine vengono premiati”, aggiunge Bottaro. “I risultati in crescita delle aziende Ftse Mib dimostrano dunque che la coesistenza tra la performance economico-finanziaria positiva dell’azienda e il perseguimento degli obiettivi di sostenibilità è possibile, considerato anche che la maggior parte di queste aziende prevede obiettivi Esg nell’ambito dei propri piani di lungo termine”.

Aumento costante degli incentivi di lungo termine 

Se per gli incentivi di breve termine i valori dell’offerta rimangono stabili rispetto all’anno precedente, lo studio quest’anno conferma il trend di aumento costante degli ultimi quattro anni rispetto agli incentivi di lungo termine.

Si nota un deciso aumento dei valori mediani e della parte bassa del mercato dove l’incremento è del 44% e sfonda per la prima volta il tetto del milione di euro. Pertanto, in un contesto in sostanziale continuità, con riferimento alle politiche 2023, si rileva un ulteriore potenziamento dei piani di incentivazione a lungo termine e del collegamento della retribuzione dei vertici aziendali con il successo sostenibile.

L’evoluzione dei Kpi Esg

Le 40 aziende dell’indice Ftse Mib hanno da tempo introdotto almeno un Kpi Esg all’interno dei propri sistemi di incentivazione: dal 92% del 2022 si passa infatti al 95% del 2023. La tendenza è quella di includere le metriche Esg all’interno di entrambi i sistemi di incentivazione: se nel 2022 le aziende che adottavano questo approccio erano il 68%, nel 2023 il dato sale al 78%. Facendo un rapido confronto con il 2022, si nota che le tematiche principali toccate dalle metriche Esg rimangono costanti nella frequenza di utilizzo: la tematica ambientale, quella legata a Diversity & Inclusion (sempre più diffusi) e infine il tema della sicurezza sul lavoro si confermano i cluster di Kpi maggiormente utilizzati negli Sti.

 

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