Auto nuove: preparatevi a una lunga attesa

MERCEDES EQE – Attesa: 3 mesi

È la macchina che sembra fatta per te. Ha grinta, è comoda, quando l’hai vista in uno spot ti è piaciuta subito e il prezzo è un po’ alto, certo, ma rientra nel tuo budget… Inutile perdere tempo, la concessionaria è vicina e il venditore non deve fare nessuna fatica, sei già convinto e la penna è lì, pronta a siglare il contratto, quando arriva la fatidica domanda: «Quando me la consegnate?». E qui anche i professionisti di lungo corso cominciano ad arrampicarsi sugli specchi, biascicano di chip introvabili, della guerra che ha fatto lo sgambetto e avere una risposta precisa è difficile come cavare un canino a una tigre dai denti a sciabola. Perché la realtà è cruda.

L’elettrica Bmw i3, per esempio, se tutto va bene arriva in 250 giorni, ma potrebbe anche volerci un anno. E per parecchi modelli della gamma Mercedes, Classe E in testa, si parte da quattro mesi ma si arriva fino a dieci, proprio come avviene se l’auto dei sogni è una Jaguar Xe o Xf. Non va meglio a chi ha messo nel mirino una Range Rover (si fa aspettare fino a 18 mesi) o un’Audi A3 Sportback, che è molto po’ più veloce ma fa trepidare l’aspirante proprietario anche per sei mesi. Accontentarsi di qualcosa di più “popolare” non si rivelerebbe una grande idea: una Kia Sorento la ordini oggi e se tutto fila liscio la potrai toccare con mano a fine estate del 2023, mentre una Seat Leon rischia di essere un regalo di Natale... dell’anno prossimo.

bmw-i3

BMW i3 – Attesa: 9 mesi

E poi ci sono le eccezioni: alla Mercedes sostengono che per la Eqe, berlina elettrica molto aerodinamica, bastano tre mesi tra l’ordine e le consegna. Alcune Case cercano di correre ai ripari semplificando il listino e riducendo gli allestimenti disponibili. È il caso di Tesla che per le Model Y prodotte nello stabilimento tedesco nei pressi di Berlino prevede una tavolozza di colori decisamente ridotta: si può avere solo bianca o nera e, grazie anche ad altre limitazioni, i tempi di consegna sono rientrati nell’alveo dei tre mesi. Anche Mercedes sconsiglia la scelta di accessori come la realtà aumentata o il tetto apribile, per evitare ritardi ulteriori.

Qualche mese si può guadagnare se si punta alle copie, modelli che sono i rebadging di altri molto gettonati. Gemella della Toyota Yaris è la Mazda 2 Hybrid grazie a un accordo tra le due case giapponesi. Lo stesso discorso vale per la Suzuki Across clone della Toyota Rav4. Puntare sulla copia potrebbe assicurare un’attesa tagliata di uno o due mesi. Va meglio, si fa per dire, in Francia per coloro che optano su una Renault Arkana costruita in Corea del Sud grazie a una consegna-lampo in una trentina di giorni, a patto che la si scelga ibrida con il motore da 143 cavalli e con l’allestimento che ti dicono loro. Chi, invece, punta su Ford Focus o Kuga per abbattere una parte delle attese lunghissime è vivamente sconsigliato a ordinare il Co-Pilot. Non siamo ai livelli della Model T che Henry Ford assicurava ai clienti di poter avere «di qualsiasi colore purché sia il nero», ma poco ci manca.

audi-q5

AUDI Q5 SPORTBACK – Attesa: 9 mesi

Se si ha la fortuna di appartenere al ceto degli abbienti di serie A, il problema potrebbe essere aggirabile: si chiede al concessionario di interpellare gli imminenti neoproprietari e si offre sull’unghia un prezzo maggiorato per poter guidare fin da subito l’auto dei sogni. Ovviamente, in una trattativa di questo tipo, chi vende capisce subito di avere il coltello dalla parte del manico e si deve essere di bocca buona, perché non è possibile personalizzare la vettura. Quindi in media ci si deve accollare un sovrapprezzo molto variabile.

Molti concessionari Premium, Audi, Bmw, si sono organizzati al meglio per fare digerire la lunga attesa. Chi ha assolutamente bisogno di una vettura può optare per un veicolo usato garantito che verrà ripreso in carico dal dealer quando sarà disponibile la nuova vettura. Una pratica che si sta diffondendo è quella dell’auto di cortesia attraverso vetture con contratti di noleggio a breve termine molto flessibili. Come dire che fino a quando non arriva la tua macchina guidi un rimpiazzo più che dignitoso spendendo poco, magari i 400 euro al mese chiesti dalla Volkswagen per concedere una courtesy car Taigo tre cilindri a benzina a chi aspetta (fino a 14 mesi) una iD4, elettrica dallo stile appetitosamente originale. È una sorta di crossover costruito sulla meccanica della Polo, di cui riprende anche la plancia, e il noleggio termina nel momento esatto in cui arriva la vettura ordinata. Land e Range Rover, invece, alleviano l’attesa con usati ricondizionati che rientrano da un Nlt affidati con la formula del buy back. E poi, magari, va a finire che ci s’ingolosisce e si conferma, rinegoziandolo il noleggio, per poi offrire a uno con il conto in banca ipertrofico il compromesso di pronta consegna per un modello diventato raro come un cigno nero…

range-rover

RANGE ROVER – Attesa: oltre 16 mesi

Naturalmente anche il settore dell’usato è in fibrillazione e gli esperti consigliano di evitare di pagare carissime automobili che quando la situazione si normalizzerà torneranno al loro valore di mercato. Già, ma quando i tempi di consegna si rimetteranno in carreggiata? Secondo quanto riportato dalla società di consulenza Arthur D. Little c’è poco da essere ottimisti, perché la crisi potrebbe durare anche per tutto il 2023 a causa dello scarso potere contrattuale che i costruttori di automobili hanno nei confronti di quelli di microchip, che danno la precedenza assoluta a chi fa smartphone e computer. Il motivo? Lapalissiano: i secondi rappresentano più dell’80% del mercato mentre l’automotive è attorno a quota 3% ed è ovvio che venga data la precedenza nelle consegne a chi garantisce la fetta più grande del business.

APPROFONDIMENTI

Non si tratta però solo di chip. Anche la guerra influisce sui ritardi. La manodopera delocalizzata a Est, in Ucraina, ha un impatto non secondario. Ci sono carmaker che devono attendere fino a 12-15 mesi per le consegne di alcuni componenti e di semilavorati della metallurgia. Un esempio? La Leoni, l’azienda di Kiev che fornisce i cavi interni delle vetture: ogni macchina ne usa circa 5 chilometri. L’idea più originale per farsi “perdonare” le disastrose attese l’ha tirata fuori l’americana Pereira O’Dell, che segue la comunicazione di Mini negli Usa. I clienti in attesa riceveranno un puzzle a grandezza naturale da montare per monitorare passo per passo la costruzione della loro city car.