Stipendi: donne, stranieri, giovani e non laureati guadagnano meno

Non basta fare lo stesso lavoro per avere lo stesso stipendio. A determinare la busta paga, infatti, non è solo la mansione svolta, ma anche il sesso di appartenenza, la nazionalità e il luogo di residenza. Perlomeno in Italia. La conferma arriva da un’indagine Istat sui differenziali retributivi nel nostro Paese (dati del 2017), secondo cui a fare ricca o povera la retribuzione sono diversi fattori. Innanzitutto, il genere. Fra uomini e donne, infatti, c’è una differenza retributiva del 7,4%: i primi vantano una retribuzione oraria mediana di 11,61 euro, mentre le seconde di 10,81 euro. Rispetto al 2014, quando il gap era di 8,8 punti, la situazione è migliorata, ma non abbastanza. Conta molto anche il luogo di nascita: fra nati in Italia e stranieri balla una differenza del 13,8%. I dipendenti autoctoni (l’83,3% del totale) hanno una retribuzione oraria mediana di 11,53 euro, mentre i lavoratori nati all’estero guadagnano 1,40 euro in meno. I più svantaggiati sono quelli nati nei paesi extra-europei.

Gli stipendi sono determinati anche dal luogo di residenza

Gli stipendi degli italiani variano anche in relazione al luogo di residenza. I dipendenti di imprese localizzare al sud sono meno pagati di quelli di aziende del nord est: i primi guadagnano in media 11,91 euro all’ora, i secondi 10,25 euro. Il differenziale retributivo è del 16,2%.
Ovviamente, anche l’età fa la differenza: se i giovani di età compresa fra i 15 e i 29 anni intascano mediamente 10,03 euro all’ora, chi ha 50 anni o più arriva a 12,46 euro. E naturalmente, l’importo della busta paga varia al variare del ruolo. Impiegati e dirigenti percepiscono una retribuzione oraria mediana pari a 14,04 euro, il 65,4% in più rispetto agli apprendisti e il 23,7% in più degli operai. Il settore altre attività di servizi è quello con le buste paga più basse, le attività finanziarie e assicurative quello con gli stipendi maggiori.
Le posizioni con titolo di studio primario fanno registrare un -7,5% rispetto a quelle con titolo secondario e un -29,1% rispetto a quelle con titolo terziario.
A livello generale, la retribuzione mediana è di 11,25 euro: solo il 6,3% degli stipendi è da “low pay job”, ossia sotto i 7,5 euro.