Usa 2012: Obama rieletto presidente, ma il Congresso resta diviso

Al via il secondo e ultimo mandato del leader dei democratici; si prospettano quattro anni di lotte politiche con la Camera del Congresso a maggioranza repubblicana, ma l’inquilino della Casa Bianca ha una carta in più da giocare

“Altri quattro anni”. Barack Obama è stato appena rieletto presidente degli Stati Uniti d’America con un ampio sostegno dei Grandi elettori (538 in tutto, espressi dai 51 Stati in proporzione alla popolazione) e una maggioranza popolare (qui i risultati), ma il secondo mandato per il leader dei democratici non sarà certo semplice: c’è da rilanciare una ripresa economica ancora debole – che si ripercuote anche sull’Europa – operando con una Camera a maggioranza repubblicana. Il Congresso degli Stati Uniti appena riconsegnato dagli elettori resta spaccato con i repubblicani che possono contare solo sulla maggioranza al Senato. Si prevedono anni di lotte politiche per l’approvazione di diverse misure, a partire dal ‘fiscal cliff’, il nodo tasse-spesa, la prima grande sfida del presidente rieletto. A differenza dei primi quattro anni, però, alla fine di questo mandato Obama non potrà ricandidarsi: in questi quattro anni non avrà quindi nulla da perdere e potrà imporsi su un Congresso diviso.

IL DISCORSO DI OBAMA. Nel corso del suo intervento da Chicago (clicca qui per il video), dopo la conferma del successo elettorale, il presidente degli Stati Uniti ha mandato un messaggio di ottimismo e di speranaz per il futuro. “L’economia si sta riprendendo, le guerre stanno finendo”, ha affermato, pur sottolineando che le difficoltà non sono alle spalle. “Questa notte, in questa elezione, voi americani ci avete ricordato che anche se la strada può essere difficile, il viaggio può essere lungo, ci siamo alzati, abbiamo combattuto per recuperare la via di uscita e sappiamo nei nostri cuori che per gli Stati Uniti d’America il meglio deve venire”.

L’UNITÀ POST ELETTORALE. Nel suo ‘victory speech’ Obama ha insistito molto sul tema dell’unità: dopo la combattuta campagna elettorale, il Paese deve ritrovare per andare avanti. “Noi siamo una famiglia americana e andiamo avanti insieme”, ha detto prima di porgere le sue congratulazioni a Mitt Romney per la sua campagna, affermando che intende “parlare con lui per lavorare insieme per il futuro del paese”. “Voglio ringraziare tutti gli americani che hanno votato. Che abbiate tenuto il cartello per Obama o per Romney, l’importante è aver partecipato perché amiamo profondamente questo Paese”. Ed anche lo scontro, anche violento, che si è avuto in questi mesi di campagna, che a volte, ha ammesso, “può essere troppo rumorosa” e terreno di “litigi”, fa parte della democrazia: “Non dimentichiamo che in questo momento in Paesi lontani ci sono persone che stanno rischiando la vita per poter avere la possibilità di litigare su queste cose”.

LE PROSSIME RIFORME. “Nelle prossime settimane e mesi cercherò di lavorare con entrambi i partiti per affrontare le sfide che possiamo risolvere solo insieme, ridurre il deficit, riformare il codice fiscale, varare riforma immigrazione, liberarci dalla dipendenza del petrolio straniero”.

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