Ilva, maxi condanna per la famiglia Riva

Sei anni e mezzo di reclusione per Fabio Riva, cinque anni per Alfredo Lomonaco, tre per Agostino Alberti. Confiscati beni per 91 milioni di euro

Tutti colpevoli, nessuno escluso. La famiglia Riva, proprietaria del gruppo sideurgico Ilva, esce con le ossa rotte dall’indagine avviata contro di loro a Milano: le richieste dei pm Stefano Civari e Mauro Clerici non sono state semplicemente “accolte integralmente”. Il tribunale di Milano ha disposto pene addirittura superiori: 6 anni e mezzo di reclusione per Fabio Riva, ex vicepresidente del gruppo Riva al momento latitante a Londra; tre anni ad Agostino Alberti, ex consigliere delegato della controllante di Ilva spa, ossia la Riva Fire spa; cinque anni ad Alfredo Lomonaco amministratore della società svizzera Eufintrade Sa di Angelo Mincuzzi. Non solo. A Riva Fire verranno confiscati beni per 91 milioni di euro, a cui si aggiungeranno altri 15 milioni di euro di provvisionale sul futuro risarcimento in sede civile a beneficio del Ministero dello sviluppo economico, nonché, in forza della legge 231 sulle responsabilità amministrative degli enti, altri 1,5 milioni di sanzione pecuniara. Tra l’altro se la sentenza dovesse essere confermata in Appello e in Cassazione, Riva Fire e Ilva spa non potrebbero ricevere sussidi pubblici per almeno 12 mesi e dovrebbero restituire tutti i finanziamenti pubblici ottenuti dalla Simest (controllata dalla Cassa Depositi e Prestiti). Infine, il tribunale ha rinviato a un ulteriore giudizio, da prendere in sede civile, per la richiesta del ministero dello Sviluppo economico di condannare la Riva Fire al pagamento di 120 milioni di danni.

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