Caso Lux Leaks, mozione di censura per Juncker

La proposta da Bruxelles del Movimento 5 Stelle, sostenuto dagli euroscettici. Le Pen: “Juncker come Al Capone”

Per la seconda volta nel corso del suo mandato, il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker ha dovuto difendere la propria poltrona e (soprattutto) la propria credibilità: su proposta dell’eurodeputato del Movimento 5 Stelle Marco Zanni, è stata presentata una mozione di censura, sostenuta dalle posizioni euroscettiche. Alla base, il sospetto di un coinvolgimento di Junker nello scandalo LuxLeaks che aveva visto il Lussemburgo al centro di favoritismi fiscali concessi a banche e multinazionali, proprio negli anni in cui Juncker era premier del Granducato.

LA REAZIONE DI JUNCKER. «Smettete di insultarmi», ha tuonato Juncker, «è vero che ho la pelle spessa ma preferisco andare avanti con il mio lavoro». E così ha fatto, annunciando per domani, mercoledì 26 novembre, il piano di investimenti da 300 miliardi di euro. Il voto della mozione grillina è previsto per giovedì ma dalla sua Juncker avrebbe sia l’appoggio degli eurosocialisti, sia quello della maggioranza degli europopolari del Ppe e degli euroliberari. Quanto basta insomma per sventare il rischio dimissioni.

“COME AL CAPONE”. Nel frattempo, però, i toni diventano duri: Marine Le Pen, leader del Front National ha addirittura paragonato Junker ad Al Capone, dichiarando: «Pensare che Juncker possa affrontare e risolvere, come ha detto, i problemi del’evasione fiscale è credibile come mettere Al Capone a capo della commissione sicurezza ed etica. È il simbolo di un sistema che ha imposto l’austerità e la sofferenza economica, mentre il Lussemburgo non ha fatto pagare le tasse a 300 multinazionali privando l’Europa di risorse importanti». Per Zanni invece Junker sarebbe «l’immagine peggiore di questa Europa», nonché «l’antitesi degli ideali europei».

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