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Quante vite servono a un operaio per guadagnare quanto un super manager?

Sulla base dei dati sugli stipendi dei dirigenti delle aziende quotate in Borsa, Jobpricing calcola che per raggiungere l’emolumento dell’ex a.d. di Luxottica Andrea Guerra, a un operaio servirebbero 63 vite

Le classifiche di guadagno dei manager fanno sempre discutere. Tanto più quando si tratta di dati ufficiali sulle società quotate in Borsa.

Cercando di stilare la top 100 dei business man più ricchi, si scopre tra stock option, Borsa e stipendi i cento uomini d’oro alla guida delle società quotate hanno guadagnato nel 2013 complessivamente 371 milioni di euro (3,71 di media a testa), in discesa rispetto ai 402 del 2012. E l’anno passato sono stati ben 170 i manager che hanno guadagnato più di un milione di euro.

Al top c’è Andrea Guerra con i suoi 62 milioni di euro, frutto per gran parte di stock options (lo stipendio annuale era di 4,46 milioni). L’a.d. di Luxottica ha saluto il 1 settembre con 45 milioni di buonuscita, ma il suo nome torna a far discutere di fronte ai dati dello scorso anno.

CONFRONTO. Così Jobpricing.it, società specializzata in studi e analisi di compensation e benefit, ha giocato a confrontare la somma percepita da Guerra con quella di altri lavoratori “comuni mortali”.

Il dirigente medio italiano prende 109.465 euro all’anno, un quadro 54.514, un impiegato 31.483 e un operaio 24.215. Si scopre così che un dirigente guadagnerà la stessa somma di Guerra in 563 anni, il quadro in 1.134 anni, l’impiegato in 1.960 anni e l’operaio in 2.548. Con un veloce calcolo, si può dunque affermare che un metalmeccanico potrebbe pareggiare quella cifra in “appena” 63,7 vite (14 per il dirigente, 28,3 per il quadro e 49 per l’impiegato). Mica male.

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