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Aste, consigli per gli acquisti

Non solo monete e francobolli: un’anticipazione sugli oggetti da collezione destinati ad accrescere il proprio valore. E fare la fortuna di potenziali investitori. Intervista a Giulio Filippo Bolaffi

Il mercato delle aste è in continua evoluzione e, se alcuni oggetti perdono “appeal”, ci sono altri settori in ascesa e che, a distanza d’anni, possono fare la fortuna dei collezionisti. Ne abbiamo parlato con Giulio Filippo Bolaffi, amministratore delegato della Bolaffi, azienda che opera nel settore della filatelia e della numismatica, e che, di recente, ha ampliato il suo raggio d’azione a tutti gli ambiti del collezionismo, anche quelli più curiosi e di nicchia. Ne è un esempio l’Apple I, di cui la casa di collezionismo si è aggiudicata uno degli ultimi esemplari per 390 mila dollari.

In questo mercato ci sono settori che stanno acquistando maggior interesse o altri che stanno perdendo valore? Sicuramente anche il mercato delle aste segue le “tendenze del gusto” del momento. Se escludiamo le pietre miliari del collezionismo, che a prescindere dal momento storico hanno sempre un loro importante mercato internazionale, altri oggetti rispecchiano il gusto del momento: ad esempio, alcuni arredi più ingombranti, sebbene di tutto rispetto collezionistico, in questo momento fanno più fatica rispetto al passato a trovare posto nelle case moderne più “minimal” e di dimensioni ridotte. D’altro canto oggetti più vicini alle generazioni moderne, come per esempio il “vintage” (anche nelle semplici declinazioni di “flippers” o modernariato), sposano sempre di più l’importante concetto di collezionare, non solo perché vale, ma anche perché piace.

E l’acquisto di un Apple 1 può essere un segnale di un mercato, quello delle icone Hi Tech, emergente o si tratta di un caso isolato?L’Apple I è una pietra miliare del “vintage tecnologico”, al pari di un Caravaggio per l’arte antica; rappresenta un punto di arrivo (per pochi) all’interno sia della specifica categoria “vintage tecnologico” sia, ancor più, per tutti i collezionisti della storia della comunicazione; infatti, senza questo computer oggi non avremmo gli attuali iPhone e iPad.

In particolare, per quest’asta, Bolaffi ha coinvolto anche un selezionato gruppo di investitori privati. Quali sono i vantaggi per i privati? In questo caso è stato fatto un ristretto “club deal”. I collezionisti-investitori affiancandosi alla Bolaffi – che ha gestito tutta la burocrazia del pre e del post vendita – hanno avuto diversi vantaggi. Innanzi tutto sono andati al traino di un leader del collezionismo, che più volte in passato ha anticipato dei trend, scegliendo in questo modo un investimento con un “rischio calcolato”. Inoltre hanno potuto allocare una frazione minima del loro portfolio di investimento a questo bene. Se invece lo avessero acquistato per intero, la percentuale di allocazione della loro ricchezza verso questo bene sarebbe stata troppo rischiosa non avendo una sufficiente diversificazione del rischio. Infine, se e quando questo oggetto sarà venduto, Bolaffi sarà sicuramente meglio informato per poter cogliere la migliore occasione sul mercato.

Qual è, in base alla vostra esperienza, l’oggetto da collezione più amato dagli italiani?Difficile dirlo. Sicuramente il collezionismo di francobolli a tutti i livelli (dalla raccolta delle novità presso gli uffici postali, fino alla collezioni più specializzate) è ancora quello più diffuso tra gli italiani. Moltissimi italiani hanno a casa una collezione di Topolino, mentre tra i ragazzini la raccolta di figurine, in primis quelle dei calciatori, è ancora vincente. Tutti e tre gli esempi sono degne forme di collezionismo, però se si considera il collezionismo come forma di investimento o di risparmio, la prima è ovviamente ben diversa dalle seconde due, che a oggi sono quasi esclusivamente ludiche.

Potreste segnalare alcune aste o pezzi rari da collezione che verranno battuti nei prossimi mesi e che consiglierebbe a un potenziale investitore?Non posso citare pezzi singoli, perché solo pochi mesi prima della vendita all’incanto si conosce il contenuto dei vari cataloghi d’asta. Parlando di settori in modo generale, invece, tendo a consigliare sicuramente le monete d’oro imperiali, che negli ultimi anni hanno già visto crescere in maniera importante le loro quotazioni, ma che sono solo all’inizio di un processo d’acquisto da parte dei collezionisti dei paesi emergenti. Segnalo poi i poster da collezione, soprattutto quelli di inizio secolo, che sebbene in origine fossero dei multipli, oggi sono noti in pochissimi esemplari rispetto alla potenziale domanda mondiale, in crescita sia per fini collezionistici sia per quelli puramente estetici, a prezzi ancora molto abbordabili. Il mercato degli orologi da collezione, purché nelle prime edizioni dei modelli più importanti. Concludo con le buste filateliche viaggiate a bordo di mongolfiere, aerei e capsule spaziali, che rappresentano le uniche vere testimonianze di queste strabilianti imprese. Per chiudere, con una prospettiva di lungo periodo, una scommessa potrebbe essere puntare su qualche importante bottiglia di vino italiano che, rispetto a bottiglie omologhe dei “cugini” francesi, rappresentano oggi solo il 10% del loro mercato da collezione; nel momento in cui questo gap venisse colmato, sicuramente sarebbero oggetto di grandi rivalutazioni.