Auto: le tecnologie che stanno per rivoluzionare le quattro ruote

Ecco cosa dobbiamo aspettarci dalle automobili di un domani non troppo lontano? Piloti a domicilio e vetture telepatiche…

Vi siete mai chiesti come gui­deremo domani? Se lo ave­te fatto avete sbagliato do­manda. Sarebbe stato più corretto, infatti, porsi il que­sito «quanto guideremo?». Sì, perché tutte le case automobilistiche stanno lavorando a vetture capaci di to­glierci la scocciatura di stare al volante e, spesso, anche il disturbo di salire in mac­china. Prendete la Toyota e.Palette, veico­lo elettrico dal design minimalista crea­to per il car sharing: a metterci soldi sono stati anche Mazda e Uber, così come Ama­zon e Pizza Hut, la prima perché imma­gina consegne senza pilota a domicilio, la seconda per portare a casa dei propri clienti il suo cibo in tempi record e senza neppure dover pagare un nichelino al fat­torino, razza che sarà in via di estinzione.

E se proprio ci sarà chi si ostina a voler guidare in prima persona, ecco una via più soft alla sostituzione dell’homo guidans, ovvero la tecnologia Nissan Brain-to-Vehicle. L’auto interpreta i segnali emessi dal cervello del suo padrone e lo assiste per ridurne i tempi di rea­zione: vuoi girare a destra? Non fai a tempo a pensarlo ed ecco che la freccia si atti­va, il volante sterza, il motore cala di giri, i freni si attivano pro­prio al momento giusto… Chiamatela, se volete, telepatia, comunque, secondo i progettisti, con uno scopo nobile: «Il gui­datore non viene sostituito ma migliora­to», dice Lucian Gheorghe, responsabi­le del progetto al Centro ricerche Nissan, «e avrà comunque sempre l’impressio­ne di stare lui ai comandi». Subito dopo, però, aggiunge: «Questa è la moda lità manuale, ma si potrà anche lasciare che la vettura faccia tutto da sola…».

Se vi gira già la testa e state pensando con nostalgia alla vecchia Alfetta dello zio che vi ha fatto da nave scuola, preparatevi a un altro colpo, stavolta plurifirmato da Italdesign, Audi e Airbus. Questa macchina, la Pop.Up Next, lavora in coppia con un grande drone. Il concetto è semplice, perché intasare il traffico per andare e comprare le sigarette o consegnare un pacchetto a un amico? Si scatena la parte volante del veicolo e il gioco è fatto. «La vita in città potrebbe cambiare per sempre», ha dichiarato Bernd Martens, membro del board di Audi.

Comunque, in attesa delle sue visionarie e svolazzanti novità (spinte da propulsori elettrici), ci si può fare accompagnare da Casey, maggiordomo da viaggio messo a punto da Bosch. Il curriculum è impressionante, capisce e parla 30 lingue ed è anche in grado di imparare mentre ascolta il suo boss. Un esempio concreto: volete parlare con l’amico Rossi, glielo dite e lui in rubrica con quel cognome ne trova quattro. Niente paura, il sistema ci ragiona su in un nanosecondo e, tanto per dire, scopre che un collega si chiama proprio Rossi, la strada imboccata è quella verso il lavoro e rispetto agli orari di routine c’è una mezz’ora di ritardo… Tirare le somme per Casey non è difficile, quindi chiede conferma: «vuoi chiamare Enzo Rossi?». A questo punto basta il battito di lingua di un sì e la telefonata parte. Se, poi, sfortunatamente il luogo di lavoro è uno di quelli in cui trovare parcheggio è una sfida nessun problema, Bosch ha creato una tecnologia che scopre i rari posti disponibili, scarta quelli troppo stretti per contenere l’auto e attiva il navigatore per andare a colpo sicuro, meglio ancora se la vettura si guida da sola. Ma passiamo alla mobilità on demand per tutti interpretata da Renault. La macchina, ammesso che sia corretto chiamarla ancora così, è stata battezzata Ez-Go Concept, non ha volante e neppure prevede un conducente. È, di fatto, un robot su ruote da utilizzare come mezzo pubblico di pronto intervento ribaltando tutti gli stili della vita in città, estetica dei mezzi compresa: si entra da davanti, la velocità massima è di 50 chilometri orari e la sicurezza viene portata a livelli mai visti prima, compresi gli avvisatori acustici che annunciano ai pedoni l’approssimarsi della silenziosissima “auto” elettrica. Una girandola di effetti speciali che i grandi costruttori stanno preparando per un domani più o meno vicino.

Ma in Cina, dove impera il pragmatismo, almeno per ora puntano su una crossover elettrica da record. È prodotta dalla Byton, un’azienda sconosciuta in Europa che promette di farsi conoscere con offerte tipo questa: 272 cavalli di potenza, 400 chilometri di autonomia e interni da salotto di lusso, con in più la possibilità della guida autonoma; il tutto condito da un prezzo che fa tremare i piani alti dei costruttori del Vecchio Continente. I retrovisori non ci sono e neppure le maniglie delle portiere, ci sono le telecamere che ti guardano in faccia e, se sei autorizzato, danno accesso a bordo. Poi ci sono i comandi gestuali e vocali… Ormai si è capito, il futuro rimbalza tra Cina, Giappone, Germania e Francia, con l’ovvia propaggine negli Usa in casa Tesla.

E l’Italia? L’ex gruppo Fiat non ha in listino un’elettrica, figurarsi droni, maggiordomi o guide appaltate ai microchip. Nell’immediato significa risparmiare su progetti e prototipi che forse potrebbero far guadagnare in futuro, domani si vedrà. Intanto dalla Francia e dal gruppo Psa arriva il progetto Fabbrica eccellente, sulla carta una rivoluzione dei cicli produttivi in cui vincono tutti, imprenditori, dipendenti e ambiente. Per costruire le auto del futuro, certo, ma anche per generare benessere nel presente.

© Riproduzione riservata