Reaching for the Stars: a Palazzo Strozzi l’invasione delel artistar

Fino al 18 giugno tutti gli spazi di Palazzo Strozzi saranno occupati da una mostra dedicata ai grandi artisti transitati per la Collezione Sandretto Re Rebaudengo

Reaching for the StarsL’opera 'Have you seen me before?' di Paola Pivi è stata realizzata nel 2008 utilizzando schiuma poliuretanica, piume, plastica, legno e acciaio© Courtesy Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (foto © © Roberto Marossi)

Una mostra imperdibile è a Firenze, in un edificio – quell’incantevole Palazzo Strozzi rivestito in bugnato rinascimentale – che da anni si configura come spazio espositivo perfetto per ospitare anche l’arte di oggi. E che arte. È una collaborazione d’eccezione quella che accompagna Reaching for the Stars. Da Maurizio Cattelan a Lynette Yiadom-Boakye (fino al 18 giugno), mostra-monstre curata di Arturo Galansino, direttore generale della Fondazione Palazzo Strozzi, con una selezione di opere di artisti (dovremmo usare il termine artistar per le quotazioni e la fama sul mercato) come Maurizio Cattelan, Sarah Lucas, Damien Hirst, Lara Favaretto, Cindy Sherman, William Kentridge, Berlinde De Bruyckere, Josh Kline, Lynette Yiadom-Boakye, Rudolf Stingel, Paola Pivi e tanti altri, transitati per la Collezione Sandretto Re Rebaudengo.

Alle origini della mostra Reaching for the Stars di Palazzo Strozzi

Parliamo di un progetto unico in Italia di mecenatismo culturale avviato da Patrizia Sandretto Re Rebaudengo che nella collezione ha riversato tutta la sua passione per l’arte contemporanea e il fiuto verso gli artisti emergenti. Quella che oggi si configura come la più interessante collezione d’arte contemporanea nel nostro Paese iniziò giusto 30 anni fa «durante un viaggio nella Londra degli Young British Artists», come ha ricordato la stessa Sandretto Re Rebaudengo. «Le opere che da allora ho scelto, seguendo e approfondendo le scene artistiche di tutto il mondo, formano una costellazione, una mappa multiforme e composita». Una costellazione che ha la sua sede principale a Torino, ma che si è regalata già lo scorso anno una sorta di “avamposto dei sogni” sulla deliziosa isola di San Giacomo, nella laguna veneta, acquisita e riqualificata per diventare sede per progetti artistici tra teatro, musica, cinema e architettura.

La londinese Lynette Yiadom-Boakye ha sdoganato la rappresentazione delle persone nere in quadri di forte impatto evocativo. Qui l’opera Switcher del 2013 (© Courtesy Fondazione Sandretto Re Rebaudengo)

Ora il meglio di questa collezione da capogiro si mette in mostra a Firenze in un intelligente percorso espositivo che ci racconta l’anima poliedrica e sfaccettata del contemporaneo di oggi: dalle “farfalle” di Damien Hirst, alle animalesche sculture in pelouche di Paola Pivi, dal “manichino impiccato” di Maurizio Cattelan (titolo dell’opera del 2000 La rivoluzione siamo noi) ai disegni di Vanessa Beecroft passando per le raffinate fotografie di Cindy Sherman e i lavori femministi di Shirin Neshat, per arrivare alla pittura figurativa di una dei talenti migliori in circolazione, la londinese Lynette Yiadom-Boakye, che ha sdoganato la rappresentazione delle persone nere in quadri di forte impatto evocativo. Promossa e organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi e Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Reaching for the Stars occupa tutti gli spazi del Palazzo, dal piano nobile alla Strozzina, con una speciale nuova installazione per il cortile rinascimentale.

Faceless from Women of Allah Series (1994) di Shirin Neshat (© Courtesy Fondazione Sandretto Re Rebaudengo)

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