Mariti in pensione: che ansia per le mogli

Descritta la sindrome che colpisce le signore non avvezze ad avere il compagno per casa: ansia, insonnia e stress, soprattutto se la donna è ancora attiva.

L’hanno chiamata proprio così: sindrome del marito pensionato. È quella che colpisce le mogli dei neo usciti dal lavoro: la fine dell’impiego di una vita rappresenta sì un sollievo, ma spesso anche una condizione pesante da sopportare per le compagne di una vita. I sintomi? Ansia, insonnia, mal di testa e nei casi peggiori anche depressione.

A studiare questo luogo comune è stato l’Istituto di Ricerca indipendente (Iza) che fa capo all’Università di Bonn che ha approfondito gli effetti del cambiamento di abitudini sulla salute delle mogli casalinghe dopo anni di vita di coppia a singhiozzo.

Di particolare interesse è che a condurre lo studio siano stati due economisti dell’Università di Padova, Marco Bertoni e Giorgio Brunello che hanno analizzato i dati di un’indagine annuale svolta in Giappone su questo tema dopo la riforma pensionistica del 2006.

I risultati evidenziano che per ogni anno di “riposo” per il marito, corrisponde un aumento del rischio per la moglie di 5,8-13,7 punti percentuali.

Un autentico trauma per la salute mentale delle coniugi. Il problema si aggrava se la donna è ancora in attività: le pressanti richieste dei compagni diventano quasi insostenibili con poco tempo da dedicare alla casa.

«I nostri risultati suggeriscono che si dovrebbe prestare attenzione non solo ai risvolti economici del pensionamento ma anche agli aspetti psicologici», concludono i due economisti, «onde evitare o almeno attenuare le conseguenze sulla salute mentale e il benessere di entrambi i coniugi».

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