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Lavoro

Vuoi metterti in proprio? Per avere successo devi essere pessimista

Gli imprenditori troppo ottimisti prendono decisioni sbagliate e finiscono con il guadagnare meno. Pensare al peggio, invece, aiuta

Chi l’ha detto che essere ottimisti ripaga sempre e che i pessimisti sono dei perdenti? Secondo uno studio condotto da un’equipe di ricercatori britannici, della scuola di Management dell’Università di Bath, è esattamente il contrario, perlomeno se si vuole mettersi in proprio e avere successo. Gli autori hanno esaminato i dati raccolti fino a oggi nell’ambito di un’altra ricerca, la British Household Panel Survey, che è iniziata nel 1991 e che ha l’obiettivo di monitorare le carriere di un numero consistente di persone. In particolare, si sono concentrati sugli ex impiegati, ossia su quei lavoratori che, nonostante la sicurezza economica e sociale derivata dal loro impiego, hanno deciso di licenziarsi e di aprire un’attività commerciale, e hanno cercato di valutare le conseguenze della loro scelta. Hanno così scoperto che gli impiegati con una visione troppo rosa del proprio futuro lavorativo sono andati incontro più facilmente a una serie di delusioni: si sono imposti obiettivi poco realistici e sono riusciti a realizzarne solo una parte. Inoltre, in alcuni casi hanno visto una riduzione del 30% dei loro guadagni.

Per mettersi in proprio e avere successo bisogna essere concreti

Ma per quali ragioni il pessimismo può essere un alleato di chi decide di mettersi in proprio e di dare una svolta alla propria carriera? Perché protegge dal prendere iniziative sbagliate e dal sognare troppo in grande. Quando si tratta di lavoro, infatti, va bene aspirare a migliorarsi, sotto il profilo personale e anche economico, ma senza fare “voli pindarici”. Altrimenti il successo è a rischio. È importante essere obiettivi, concreti e realistici, così da riuscire ad analizzare con razionalità le possibilità che si hanno a disposizione e i percorsi migliori da seguire. Fra l’altro, pensare al peggio che potrebbe accadere prepara ad affrontare con maggiore prontezza e flessibilità e minore stress i problemi, gli imprevisti e le situazioni inaspettate. Non solo: visualizzare gli scenari peggiori aiuta anche a prevenire eventuali errori.

Chi ragiona in maniera troppo positiva, invece, si lascia cullare troppo facilmente dalle illusioni: può non riuscire a distinguere un’attività promettente da una problematica e può prendere degli abbagli. Certo, è vero che l’ottimismo può rafforzare la motivazione e la determinazione, favorire la cooperazione e la partecipazione altrui. Tuttavia, può portare a scelte sbagliate.Questo non significa però che si debba essere pessimisti in tutto e per tutto. Nemmeno deprimersi e pensare sempre al peggio va bene. L’ideale è essere moderatamente negativi: godere del bello quando c’è, ma stando sempre con i piedi per terra.