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Hi-Tech

Ultimissime dal Pentagono

Si sa, le grandi invenzioni tecnologiche spesso partono dai laboratori della Difesa e poi sbarcano sul mercato. Ecco le idee più all’avanguardia (e a volte già disponibili), le innovazioni militari che cambiano la vita di tutti i giorni

Internet e i navigatori satellitari? Li ha inventati il Pentagono a scopi militari, poi sono diventati quelli che conosciamo. La storia non è nuova: la tecnologia militare è da sempre uno dei settori in cui si investono più soldi per la ricerca e lo sviluppo di prototipi. E non sono mai mancati nella storia gli scettici che hanno stroncato invenzioni in seguito rivelatesi fattori chiave: due esempi su tanti? In pieno Medioevo, i primi cannoni sparavano una grossa freccia che spesso non colpiva il bersaglio o, peggio, finiva per colpire gli spettatori delle dimostrazioni, cose che fecero dichiarare a uno storico dell’epoca: «Il cannone è incontrollabile e troppo costoso, colpisce un uomo solo come fa la balestra: non avrà avvenire». Nemmeno gli aerei vennero inizialmente presi sul serio: il matematico e astronomo Simon Newcomb, nel 1903, proclamò: «volare con macchine più pesanti dell’aria è impraticabile, irrilevante se non assolutamente impossibile». Dopo 18 mesi fu smentito dai fratelli Wright, che riuscirono a far volare il loro aeroplano a Kitty Hawk. Ma solo otto anni più tardi, nel 1911, il Generale Ferdinand Foch, poi comandante delle forze anglo-franco-americane nella Grande guerra, fece una delle previsioni più errate della storia: «Gli aerei sono giocattoli interessanti, ma di nessun valore militare». E a proposito di volare, il New York Times sentenziò nel 1936: «Un razzo non sarà mai in grado di abbandonare l’atmosfera terrestre».Oggi le innovazioni tecnologiche spesso partono dalla Difesa e poi inesorabilmente arrivano sul mercato consumer e diventano beni di massa. È successo con i puntatori laser dei fucili, quelle luci rosse che troviamo oggi in tutte le macchine fotografiche, anche quelle compatte, e servono per mettere a fuoco l’immagine. Oppure i laptop da battaglia, in dotazione alle forze armate perché capaci di resistere nelle situazioni più proibitive e in vendita in tutti i negozi di informatica: forse superflui in ufficio, tranne per chi vive il lavoro come una guerra quotidiana. Naturalmente vale anche il contrario: visto che la tecnologia di consumo costa poco e i colossi dell’elettronica sfornano novità di continuo, è più facile per l’esercito comprare un iPad e adattarlo a usi bellici piuttosto che sviluppare internamente un prodotto simile. Business People ha cercato di intercettare le novità nate nei laboratori della Difesa già pronte per il mercato consumer.

Quando l’iPad arriva al fronte

DAL SUPER SOLDATO AL SUPER LAVORATORESi chiama esoscheletro e lo abbiamo visto nel film Avatar. È una sorta di robot da indossare, come un vestito, che moltiplica la forza e rende un essere umano simile ad supereroe, e un lavoratore infaticabile. L’industria militare ci sta investendo molte risorse e uno dei colossi della produzione bellica, la statunitense Lockheed Martin, ha già realizzato un prototipo denominato HULC in grado di aiutare i soldati nei loro movimenti. E poi c’è XOS 2, l’ultima versione dell’esoscheletro della Raytheon Sarcose: si basa su una serie di muscoli meccanici da indossare che consentono di sollevare 100 chilogrammi come se fossero 10. Una tecnologia che è partita per usi bellici ma sta dando i migliori risultati in campo medico: tramite un esoscheletro, infatti, è possibile far tornare a camminare anche chi ha lesioni molto gravi. Certo, prima o poi si dovranno individuare precisi limiti etici, soprattutto quando si tende a sostituire l’essere umano con la macchina. Ma l’esigenza qui è doppia: dal non subire perdite a reperire forze nuove: «Non avranno fame, non avranno paura, non dimenticheranno gli ordini ricevuti, non saranno sopraffatti dalle emozioni, non gliene fregherà niente se un loro camerata verrà colpito a morte, insomma assolveranno il compito molto meglio dei soldati tradizionali». Queste parole sono di Gordon Johnson, del Joint Forces Command Usa e si riferiscono a questo soldato americano del futuro: il robot, strano “personaggio” che ha preso il nome dalla parola russa che significa “lavoro”. Del resto, i robot combattenti sono la componente principale del progetto “Future Combat Systems”, che con i suoi 127 miliardi di dollari sarà il più colossale contratto americano della storia. Questo progetto ha già fatto lievitare il bilancio del Pentagono del 20% in cinque anni, vale a dire dai 419,3 miliardi di dollari del 2006 ai 502,3 miliardi del 2010.

Difesa Usa, bilancio in crescita

419,3 miliardi di dollari, il bilancio nel 2006

502,3 miliardi il bilancio del 2010

20%, la crescita della spesa in 5 anni

LO ZAINO-JETGià disponibile sotto forma di prototipo il jet pack, lo zaino-jet che permette ad una persona di volare. Per intenderci, è quello usato da James Bond nel film Thunderball, ma l’idea nasce 50 anni fa nei laboratori segreti dell’esercito, alla ricerca di un sistema per far volare i suoi soldati. Per adesso i voli durano pochi secondi e il dispositivo è molto costoso. La sfida, secondo il New Scientist, è far entrare questo oggetto nella vita di tutti i giorni. L’utilizzo: per i più visionari sarà la vera alternativa all’automobile e al traffico.

IL VESTITO INTELLIGENTEÈ uno dei progetti più all’avanguardia: lo sviluppo dei nuovi circuiti elettronici flessibili permetterà all’esercito di posizionare sugli elmetti dei soldati e nelle tute da combattimento alcuni sensori di impatto, in grado di registrare il colpo e aiutare poi i dottori a diagnosticare i danni. Ma l’industria privata ha già messo gli occhi su questa tecnologia: l’obiettivo è usare i circuiti flessibili per costruire telefoni e computer da indossare. In pratica, è come avere un dispositivo elettronico della stessa consistenza di un tessuto.

L’abito intelligente che controlla la salute

UNMANNED VEHICLEDetto anche Uav, cioè veicolo pilotato da remoto. È già realtà: alcuni aerei militari impegnati in questi mesi in Libia volano senza pilota a bordo. Una versione molto semplificata di questa complessa tecnologia la si trova in quelle automobili che sanno parcheggiare da sole, come la Lexux Lx e la Wolkswagen Touran. Ma gli ingegneri di Google hanno già messo in strada un prototipo di automobile che davvero fa tutto da sola. Circola per Los Angeles ed ha l’aspetto di una Toyota Prius, ma il pilota è un software.

PC DA GUERRABagnati, insabbiati o presi a calci, non smettono mai di funzionare. Perché questi laptop sono stati costruiti per affrontare le situazioni più estreme. In dotazione alle forze armate, si possono comprare in qualsiasi negozio di informatica. Averne uno in ufficio è come guidare una Jeep in città: non si riesce davvero ad apprezzarne le qualità. In gergo si chiamano notebook rugged e sono computer da outdoor, vere macchine da battaglia utilizzate nei cantieri, sulle piattaforme petrolifere e sui carri armati. C’è il Getac V200 con struttura in lega di magnesio, una scorza durissima, resistente all’acqua, alla polvere e alle cadute, molto usato dalle forze armate. Oppure il Toughbook CF-31 della Panasonic, che sembra una valigetta high-tech impenetrabile. Infine il Itronix GD8000 di General Dynamics che resiste anche al gelo. Tre portatili addestrati a tutto: sapranno resistere ad una normale (e noiosa) giornata in ufficio?

Wargames: PlayStation e Xbox sull’attenti!

L’INVENZIONE MILITARE CHE NESSUNO AVREBBE VOLUTOAnche i virus informatici sono nati nei laboratori della difesa. Il primo di cui si ha notizia si chiamava Creeper, era innocuo e fu creato nel 1971 dall’agenzia per i progetti di ricerca avanzata per la difesa per testare la vulnerabilità della rete. Infettava i computer visualizzando sullo schermo la scritta “I’m the creeper, catch me if you can!”. Oggi le tecniche degli hacker si sono evolute ed è aumentata la potenza distruttrice dei virus: ne circolano quasi 200 milioni, alcuni capaci mandare in tilt intere reti aziendali o governative.

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Il sistema elettromeccanico HULC creato da Lockheed Martin è una sorta di esoscheletro che potenzia la forza e le abilità dei soldati,ma potrebbe presto rivelarsi fondamentale nelle strutture mediche per la riabilitazione muscolare di chi ha difficoltà motorie