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Apple, via alla rivoluzione: sì al download di app da siti web

Il colosso di Cupertino si adegua al Digital Market Act e annuncia una svolta storia in arrivo per i propri dispositivi

apple Credits: Shuttershock

Inizia la rivoluzione in casa Apple, colosso statunitense finito nel mirino dell’UE e costretta ad adeguare i propri dispositivi per conformarsi alla legge europea sui mercati digitali. Stando a quanto riportato da Ansa e altre fonti, infatti, l’azienda di Cupertino ha annunciato che consentirà ai propri utenti di scaricare applicazioni per iPhone anche da siti web.

Si tratta di una svolta tanto storica quanto necessaria per Apple, che finora aveva sempre e solo consentito il download dal proprio store o da altri negozi virtuali alternativi, ma mai da siti web. La revisione è un passaggio rivoluzionario per sviluppatori e utenti di iPhone, perché consentirà loro di offrire sconti anche al di fuori dell’App Store e permetterà ai marketplace di terze parti di proporre le proprie applicazioni.

Molti cambiamenti, si apprende, entreranno in vigore subito, mentre per la possibilità data agli sviluppatori di distribuire app da siti web si dovrà attendere la primavera. Ai siti, l’azienda della Mela chiederà di registrarsi sul portale App Store Connect e che le singole applicazioni soddisfino requisiti di privacy e protezione dei dati. Sarà consentito solo agli iscritti all’Apple Developer Program di rendere disponibile esternamente un’app e solo a realtà con almeno un’applicazione con oltre 1 milione di prime installazioni su iOS nell’Unione Europea – mossa che taglia fuori aziende più piccole, come sottolineato da portali come The Verge.

Apple si adeguerà così alla nuova legge sui mercati digitali dell’UE, entrata in vigore questo mese e volta a contrastare la posizione dominante di piattaforme come Google Search di Alphabet, App Store di Apple, Amazon e Facebook di Meta. Lo stesso colosso di Cupertino è stato da poco sanzionato con quasi due miliardi di euro di multa a causa della musica in streaming, ma già da tempo sapeva di dover sistemare diversi aspetti dei suoi servizi per non incorrere in ulteriori penali da parte della Commissione Europea.