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Private Equity: crescono gli investimenti in Italia, per il 2024 c’è ottimismo

LA 43° edizione della Private Equity Survey, studio semestrale di Deloitte Private, ha rilevato dati in crescita negli investimenti nel Bel Paese

architecture-alternativo Credits: iStock

Le prospettive nel settore Private Equity e Venture Capital in Italia per il 2024 sono decisamente ottimiste: lo evidenziano i dati emersi dalla 43° edizione della Private Equity Survey, studio semestrale di Deloitte Private, elaborato con il supporto di AIFI (Associazione Italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt).

Pochi giorni fa l’EY Venture Capital Barometer sottolineava un calo degli investimenti nei settori a elevato potenziale di sviluppo e innovazione che ha interessato anche l’Italia. Deloitte Private invece evidenzia che nel 2° semestre 2023 sono state registrate 239 operazioni nel nostro Paese, per un controvalore complessivo di circa 13,9 miliardi di euro. Rispetto al semestre passato, sono cresciuti gli investimenti tra i 31 e i 50 milioni (dal 15.4% al 24.1%) e anche quelli di minoranza (dal 13.5% al 19%).

Il 72.4% degli operatori prevede per il primo semestre 2024 uno scenario migliorativo o stabile: un dato, questo, che si segnala come la quota più alta delle ultime quattro edizioni della Survey. Tra i settori focus si evidenzia il portfolio management, a scapito delle attività di exit, mentre trend tecnologici e ESG sono tra i fattori più importanti per le scelte di investimento. Tra le preferenze di investimento, invece, per il 2024 è atteso un leggero calo nell’industrial products a favore dei prodotti di consumi, con un aumento dell’interesse verso le operazioni di support to MBO/MBI.

Nonostante le incertezze del periodo attuale, quindi, gli operatori sembrano meno sensibili alle avversità macroeconomiche e geopolitiche. Gli incentivi come il PNRR e il Next Generation EU continuano a giocare un ruolo significativo come motore di crescita nel settore in questione. Il contesto di politica monetaria restrittiva e l’ascesa dei fondi di private credit come fonte di finanziamento alternativa per le acquisizioni, inoltre, rappresenta un importante impulso a fronte di una domanda degli investitori non del tutto soddisfatta dal sistema bancario tradizionale.

Ernesto Lanzillo, Deloitte Private Leader, ha commentato così i risultati della ricerca: “È di bel segnale notare come, nonostante lo scenario internazionale sia incerto, il settore del private equity e venture capital sembra aver trovato il modo di convivere con tale contesto, continuando a rappresentare un’importante leva di crescita e stabilità per il mercato italiano. Infatti, sia il numero delle transazioni conclusesi che il valore medio di esse sono in aumento rispetto al semestre precedente, segnale che i private equity rimangono fiduciosi nella capacità del settore privato italiano di saper cogliere le opportunità di crescita presenti sul mercato”. E ancora: “Gli operatori, dunque, sorretti, da un lato, da una minore preoccupazione verso i rischi inflattivi e un maggiore ottimismo riguardo il futuro delle politiche monetarie, e dall’altro lato dalla loro provata abilità di adattamento agli scenari mutevoli di mercato, continueranno a volgere la propria attenzione verso le promettenti realtà industriali italiane, come dimostrato anche dal dato positivo sul numero di deal attesi per il prossimo semestre”.

Fonte: Deloitte