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“La pubblicità su iPad salverà l’editoria, servono banda larga e Wi-Fi”

Parla il presidente Upa, Lorenzo Sassoli de Bianchi che presenta una ricerca sull’impatto dell’advertising sui tablet, specialmente quello Apple. “Per l’Italia stimiamo quattro milioni di iPad per il 2014, ma è importante realizzare autostrade informatiche”

L’impatto di una pubblicità su un tablet ha sicuramente un altro impatto di quella che i ‘vecchi’ lettori hanno visto finora sulla carta stampata o in televisione. Si è passato da “uno strumento rigido, un rumore di fondo” a qualcosa di “fluido che accompagna lo scorrere della giornata”. E’ l’opinione del presidente Upa, Lorenzo Sassoli de Bianchi che presenta i dati sulla ricerca condotta dall’associazione che rappresenta le più importanti aziende che investono nella pubblicità. Per Sassoli de bianchi le nuove “tavolette” digitali, soprattutto l’iPad di Apple, non sono l’ennesimo gadget tecnologico, ma un vero e proprio “paradigma di fruizione dei contenuti. I nativi digitali – afferma – non guardano più la carta, bisogna rassegnarsi”. Il presidente Upa paragona l’impatto dell’iPad a quello della Tv negli ani ’50. “Non è né un iPhone, né un computer – spiega – . È una cosa a sé, ha un’aura magica. È uno strumento che noi abbiamo il docere di studiare e comprendere”. E il successo del tablet potrebbe aver lo boom che ha avuto la televisione. “A fine anno – stima Sassoli de Bianchi, intervistato da Italia Oggi – prevediamo circa 300 mila tablet diffusi in Italia”, ma sono numeri in crescita e, già nel 2014, i tablet saranno già quattro milioni. Già adesso diversi editori si sono mossi in tempo dando la possibilità di scaricare le proprie riviste anche su iPad (tra queste c’è anche il nostro gruppo editoriale con Business People e Best Movie). Ma per una vera diffusione e fruizione del mezzo, che permetterà anche il boom dell’ingresso pubblicitario, serve realizzare le autostrade informatiche. “Banda larga e Wi-Fi sono le condizioni necessarie per lo sviluppo di questo mezzo innovativo – aggiunge il presidente Upa – Siamo un Paese arretrato” se si considera che i punti Wi-Fi sono solo 3-4 mila e la percentuale di adulti over 55 che usano Internet si attesta al 16% (contro il 67% dell’Olanda e il 65% della Svezia). Con lo sviluppo della pubblicità sui Tablet, nascerà anche una concessionaria di pubblicità. “Per le apps, che saranno la gran parte del mercato si apre una bella competizione – conclude Sassoli de Bianchi – Apple si è candidata, Google ci sta lavorando, ma al momento in Italia non abbiamo ancora segnali chiari”.

Scarica la ricerca Upa sull’impatto della pubblicità sui Tablet