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Ferragni: il caso Balocco può frenare l’arrivo di nuovi soci per Fenice

Ritardi nella chiusura dell’accordo tra Alchimia e Avm per la cessione del 27% della società di Chiara Ferragni. La multa dell’Antitrust potrebbe rimettere tutto in discussione

architecture-alternativo Credits: Photo by Stefania D'Alessandro/Getty Images

Continua il momento delicato per l’imprenditrice e influencer Chiara Ferragni. La recente multa comminata dall’Antitrust per il “caso Balocco”, potrebbe avere effetti anche sulla compagine azionaria di Fenice, società fondata e guidata dalla stessa Ferragni.

Si registrano ritardi, infatti, per la conclusione dell’accordo annunciato lo scorso giugno da Alchimia (primo azionista di Fenice con il 40% delle azioni) che avrebbe portato la società di gestione del risparmio Avm a detenere il 27% della società di Chiara Ferragni attraverso un investimento di 20 milioni di euro. La multa dell’Antitrust, si scrive in un articolo de la Repubblica di oggi, potrebbe rimettere in discussione i termini dell’operazione.

In ambienti finanziari, infatti, si fa notare come la sanzione da 400 mila euro per pratiche commerciali scorrette potrebbe fornire ad Avm argomenti per chiedere uno sconto sul prezzo, mentre c’è chi ipotizza addirittura che l’intesa possa saltare invocando una cosiddetta clausola Mac (material adverse change), che generalmente prevede il diritto di recedere dal contratto o di richiedere una modifica delle condizioni al verificarsi di un evento negativo rilevante.

L’accordo, ha chiarito Alchimia, “non è attualmente oggetto di modifiche” e il suo perfezionamento è atteso nel corso del 2024. Non si esclude, però, che le attuali inchieste avviate dalle diverse procure in seguito alla sanzione dell’Antitrust possano spingere gli azionisti a muoversi per tutelare la società e il proprio investimento.