
Orologeria, è il momento dei marchi indipendenti
Il mercato sta cambiando linguaggio: meno fiducia automatica nei grandi nomi, più attenzione a creatività, produzione limitata, rapporto diretto con i collezionisti e identità d’autore
Articoli di Paolo Gobbi

Il mercato sta cambiando linguaggio: meno fiducia automatica nei grandi nomi, più attenzione a creatività, produzione limitata, rapporto diretto con i collezionisti e identità d’autore

Nell’anno in cui nasceva Business People, l’orologeria viveva un momento di scelte significative, destinate a rimanere valide ancora oggi

Dal grande afflusso alle casse più piccole, Watches and Wonders 2026 ha mostrato un settore che cerca equilibrio: meno eccessi, più design, più artigianato. Cinque segnatempo raccontano bene la direzione presa

Dal palco di Dubai, Jean-Frédéric Dufour, Ceo della manifattura, racconta un modello aziendale che guarda oltre l’orologeria: investimenti costanti, cultura industriale, centralità del capitale umano e strategia di lungo periodo

Le prime uscite del 2026, benché molto diverse tra loro, sono accomunate dalla capacità di far dialogare passato e presente senza travestimenti, effetti speciali o facile nostalgia

Metalli riciclati, plastiche recuperate… La sostenibilità nel mondo dell’orologeria, oggi, non resta sullo sfondo: entra nei materiali e diventa misurabile

Sono scesi al 15% i sovracosti negli Stati Uniti, ma la tregua doganale non azzera gli effetti sul business: dal riequilibrio geografico al ruolo crescente del mercato pre-owned

La crisi globale cambia le regole: oggi non tutti i marchi convincono come una volta, ma ce ne sono alcuni che hanno trovato la chiave giusta per restare rilevanti

Rolex e Hublot scendono in campo con i loro campioni, rappresentazione perfetta di due modi opposti di interpretare il tempo

Dalla ceramica opaca di Chanel al titanio hi tech di Panerai, passando per il verde di Rolex, l’oro aeronautico di Breguet e il Moonshine di Omega: questi modelli raccontano il presente e il futuro dell’alta orologeria