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Il Consiglio di Stato ha deciso, via libera a Sky sul digitale terrestre

Bocciate le resistenze del Governo sul caso dell’emittente satellitare. Adesso può partire la gara per l’assegnazione delle frequenze

«Sky gode di piena libertà di stabilimento». Questo il passaggio più significativo delle 35 pagine con le quali il Consiglio di Stato mette fine alla questione di Sky sul digitale terrestre. Bocciato quindi il governo che, convinto che un editore extra comunitario non potesse mettere le mani su un bene strategico nazionale come sono le frequenze televisive, aveva chiesto parere al Consiglio di Stato in merito appunto alla partecipazione di Sky alla gara per l’assegnazione delle frequenze del dtt. Non un solo parere, ma addirittura due, perché il primo era stato rispedito al mittente in quanto «formulato in termini generali e sintetici e privo di un’argomentata illustrazione dei punti problematici». I giudici del Consiglio di Stato chiudono adesso, finalmente, la questione sottolineando come l’azienda di Murdoch, non solo sia già abbondantemente radicata nel nostro Paese, ma sia forte di una consorella inglese che di fatto ne legittima l’operato in tutto il territorio comunitario. Da qui la libertà di stabilimento, la stessa che l’Ue aveva già riconosciuto a Sky nel luglio del 2010 e che avrebbe dovuto spingere il governo a evitare di chiedere pareri su pareri al Consiglio di Stato, facendo slittare l’assegnazione delle frequenze, il famoso beauty contest, per il ritardo del quale l’Europa ha già avuto modo di bacchettarci.

Le tappe della vicenda

1. Prima richiesta di parere2. Richiesta rimandata al mittente3. Nuova richiesta di parere4. L’Europa bacchetta l’Italia per il ritardo del Beauty Contest5. Il parere del Consiglio di Stato dà via libera a Sky sul digitale terrestre