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Effetto tapering sui mercati

Intervista a Vittoria Cerasi, Dipartimento di economia, metodi quantitativi e strategie di impresa dell’università Milano Bicocca

I mercati stanno già scontando l’effetto-tapering. Cosa succederà al di là e al di qua dell’oceano? Nelle settimane successive all’annuncio di questa possibile inversione di rotta c’è stato un aumento del tasso di interesse sui titoli pubblici americani. Qualora il tapering avesse inizio, probabilmente farebbe aumentare a cascata i tassi di interesse a breve che sono stati per tutto il periodo del post crisi prossimi allo zero.

I capitali finanziari si muovono velocemente anche sulla base di aspettative e annunci…Sì, reagiscono sempre più in maniera erratica, ma di fatto sulla base di aspettative di redditività su orizzonti brevi e sono il motore di quella enorme massa di liquidità che può creare scompigli nei mercati finanziari. Per esempio la crisi indiana e cinese, unita alla politica monetaria giapponese di tassi d’interesse molto bassi, potrebbe far fuggire i capitali per ora investiti in quei Paesi alla ricerca di investimenti più sicuri e redditizi negli Usa. Questo potrebbe avere un effetto negativo anche sui mercati obbligazionari europei, sempre più intasati dalla presenza di titoli sovrani percepiti come rischiosi. La dimostrazione è che l’annuncio del rinvio del tapering ha determinato un rialzo delle Borse e un calo dei tassi di interesse sulle obbligazioni europee.

Quali attività subiranno le ricadute di un piano di riacquisto della Fed? Il tapering significa che la Fed smetterebbe di comprare o si metterebbe a vendere attività finanziarie nel suo bilancio: l’ammontare della moneta in circolazione corrisponde al valore delle passività in bilancio della Banca Centrale. In questi anni ha riempito il suo portafoglio di Treasury bonds ma anche di Mbs (mortgage backed securities). Esperti di politica monetaria consigliano la Fed di non vendere quei titoli, poiché su di loro si esercita con maggior presa la trasmissione degli impulsi monetari ai mercati finanziari. Dunque, la Fed potrebbe vendere titoli del Tesoro americano per iniziare. Questo farebbe salire i tassi d’interesse a breve iei bond e potrebbe avere un impatto negativo sulle azioni Usa.

Quanto potrebbe risentirne l’Italia? Innanzitutto il rialzo dei tassi d’interesse Usa sposterebbe l’interesse dei capitali internazionali dall’Europa e questo potrebbe riflettersi su una minor domanda delle nostre obbligazioni e dei nostri titoli pubblici. La politica monetaria della Bce garantisce di assorbire con i suoi interventi le pressioni dovute a questi cali. Quello da cui non siamo isolati sono le fughe di capitali e di investimenti diretti che vanno via dal nostro Paese. Si rischia, rimanendo inattivi, di avere ricadute negative anche sul costo del debito pubblico.

ARTICOLO PRINCIPALE – Gli effetti del “no” della Fed

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Vittoria Cerasi