Abbiamo il finanziamento pubblico ai partiti più alto al mondo, 200 milioni di euro l’anno, con il minore controllo in assoluto anche perché c’è “un’identificazione piena quanto assurda tra i controllati e il controllore”. E così la politica italiana si alimenta “senza limiti di enormi quantità di denaro pubblico, che percepiscono e gestiscono senza controlli, con effetti distruttivi per la finanza pubblica e le dinamiche democratiche”. È la cruda verità raccontata da Elio Veltri e Francesco Paola nel libro I soldi dei partiti (Marsilio collana I GRILLI, 16 euro) dove sono stati raccolti e raccontati tutti i finanziamenti ai partiti (chiamati "rimborsi delle spese elettorali") dal 974 al 2012. Nelle 240 pagine del libro i due autori ripercorrono la storia dei finanziamenti, dalla loro introduzione nel 1974, al progressivo decadimento, fino ai giorni nostri per arrivare a delle proposte concrete: regole chiare e non modificabili a seconda delle convenienze.
I soldi dei rimborsi - che per legge devono andare ai partiti - sono spesso riscossi da associazioni costituite da poche persone in nome del partito o dirottati altrove senza che nessuno abbia qualcosa da eccepire. Una corposa appendice documentaria presenta atti e documenti che dimostrano la piena corrispondenza al vero dei fatti narrati dagli autori. Elio Veltri e Francesco Paola analizzano nel dettaglio il caso Mastella e il caso Di Pietro, casi emblematici della degenerazione dei partiti in gestioni personali e accentrate.

La presentazione a Torino. Il volume, già in vendita, verrà presentato il prossimo 13 maggio al Salone del libro (ore 17.30, Sala gialla).