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L’orologeria meccanica di alta gamma è come il rugby. Gli “all blacks”, alla stregua della leggendaria nazionale neozelandese della palla ovale (in foto), sono tra i segnatempo più amati dagli appassionati di tutto il mondo. E cosa intendiamo per all blacks è facilmente intuibile. Non solo il quadrante, ma anche la cassa, il bracciale – o la rispettiva versione con cinturino – e la stragrande maggioranza dell’esteriorità dell’orologio dev’essere di colore nero, per un impatto estetico di assoluta potenza.
Il quadrante black ha contraddistinto i più celebri modelli sportivi (e non solo) di ogni tempo ma negli ultimi anni, anche grazie all’utilizzo sempre più diffuso di materiali innovativi, come il titanio e la ceramica, o di trattamenti coprenti molto resistenti, ha fatto registrare un vero e proprio boom. E per trattamenti coprenti intendiamo, per esempio, il “Pvd”, acronimo di Physical Vapor Deposition, che sta per “deposizione fisica da vapore”, una tecnica che è apparsa piuttosto di recente in orologeria ma che nell’industria generalista è invece diffusissima (basti pensare alla fabbricazione degli specchi, che si ottengono per l’appunto depositando un sottile strato d’alluminio sulla lastra di vetro). Oppure, ancora, il “Dlc”, che significa Diamond Like Carbon (e che in italiano, tecnicamente, traduciamo con “deposizione di diamante”), dove la cassa viene ricoperta da depositi di carbonio amorfo con caratteristiche simili al diamante. Per un risultato complessivo, piaccia o no, che comunque non passa mai inosservato.

ANNIVERSARI E SORPRESE
Non stupisce dunque che Bell & Ross, un marchio molto attento all’estetica delle sue collezioni, per celebrare il decennale di attività abbia scelto una cassa di grandi dimensioni – diametro di 46 mm – in ceramica nera opaca. Il quadrante è nero e, oltre alle lancette e ai numeri e indici ricoperti da un rivestimento fotoluminescente bianco (il celeberrimo Superluminova, che “illumina” la stragrande maggioranza degli odierni orologi di pregio), a ore 6 troviamo la dicitura 10th Anniversary. Si tratta di un’edizione limitata a 500 esemplari. L’impermeabilità è garantita fino a 100 metri e la dotazione comprende due cinturini: uno in caucciù con fibbia ad ardiglione in acciaio rifinita in Pvd nero e uno in tela sintetica nera ultra resistente.
Breitling, dal canto suo, è un pioniere degli orologi “tutti neri” e l’Avenger Blackbird 44 è l’ultima versione in scala ridotta rispetto al diametro del “cugino” con cassa di 48 mm. Ovviamente resta un segnatempo dalle dimensioni ragguardevoli, anche se mitigate dalla leggerezza del titanio. Il look satinato è privo di riflessi. Il quadrante, che la casa di Grenchen chiama “nero vulcano”, spicca per leggibilità, con grandi indici e lancette ben evidenziate dal materiale luminescente. Un filetto rosso circonda la finestrella del datario. La lunetta girevole unidirezionale conta quattro “cavalieri” per rendere più agevole la presa. La grande corona dal rilievo antisdrucciolo ha le spallette di protezione contro gli urti. E il cinturino è in tessuto high-tech ad alta resistenza. La cassa è impermeabile fino a 200 metri di profondità, mentre il movimento automatico è certificato dal Cosc.
L’eccezione alla regola della nostra rassegna è H. Moser & Cie., nel senso che la manifattura di Neuhausen am Rheinfall solitamente, seppur dotata di grandi innovazioni tecniche, conserva uno stile classico, mentre il Perpetual Calendar Black Edition “osa” il titanio con trattamento Dlc per la cassa e la fibbia ad ardiglione. La forza di questo modello è però al suo interno. Il calendario perpetuo di manifattura è difatti una delle complicazioni più innovative e tuttavia più facili da usare mai prodotte. Questo movimento esclusivo indica il tempo tenendo conto degli anni bisestili e del numero di giorni diverso di alcuni mesi e il “flash date calendar” è in grado di cambiare la data in una frazione di secondo. L’indicazione del mese è un altro ingegnoso segno di sobrietà, utilizzando gli indici delle ore per indicare i mesi con una terza lancetta di piccole dimensioni a forma di freccia. Inoltre, è uno dei pochi calendari perpetui regolabili sia in avanti che indietro a ogni ora del giorno senza rischiare danni al movimento. Per non parlare del suo pedigree tecnico: al Perpetual Calendar di H. Moser & Cie. è stato assegnato il Grand Prix de l’Horlogerie de Genève per l’orologio più complicato.

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ESCLUSIVO O ABBORDABILE?
Panerai non solo ha grande dimestichezza con i materiali e i trattamenti sopra citati ma addirittura ha in catalogo un modello denominato “Tuttonero” – sì, proprio in italiano – e per la precisione si tratta del Luminor 1950 3 Days Gmt Automatic Ceramica 44 mm Referenza Pam 438. Mentre adesso vale la pena di focalizzare la nostra attenzione sulla Ref. 577 che sancisce l’esordio della ceramica nera opaca (sintetizzata dall’ossido di zirconio), nella imponente cassa (il diametro arriva in questo caso a 48 mm) della collezione Radiomir 1940. Il quadrante nero ha struttura a sandwich, con “fori” in corrispondenza degli indici delle ore sulla luminescenza dal colore ecru nel piano inferiore. Invece in rilievo a ore 6 troviamo un “siluro a lenta corsa” a ricordare gli incursori della Marina Militare Italiana degli anni ‘30 del secolo scorso. Il movimento, di manifattura, è a carica manuale. L’impermeabilità arriva a 100 metri. E il cinturino, in pelle non trattata, come da tradizione Panerai, è marrone scuro.
L’Excalibur Spider Doppio Tourbillon Volante Scheletrato di Roger Dubuis è poi la somma estrema di estetica, savoir-faire e, inevitabilmente, di esclusività (il prezzo di listino sfiora i 300 mila euro per una produzione limitata a 188 esemplari). La cassa generosa di 47 mm in titanio e titanio con rivestimento Dlc nero è scheletrata. Tutto ciò che vedete di colore rosso – ossia carrure e corona – è di alluminio. Il quadrante è anch’esso scheletrato con viti di titanio e lancette in oro scheletrate e trattate Dlc nero con Superluminova. Il cinturino è in caucciù nero e la fibbia deployante regolabile è in titanio con rivestimento Dlc nero. Ma ciò che più emoziona è il doppio tourbillon volante a ore 4 e 30 e 7 e 30: ognuno compie una rotazione al minuto, per un sontuoso movimento manuale certificato dal prestigioso “Poinçon de Genève”.Dopo l’orologio più costoso del lotto, ecco quello meno caro – addirittura sotto la simbolica soglia dei mille euro – ma che, ironia della sorte (o forse no), risulta anche essere quello con la storia più lunga alle spalle dell’intera rassegna. Lo Squale Professional 50 Atm 1521-26 è, infatti, uno dei più famosi diving watches degli anni Settanta con la sua riconoscibilissima cassa disegnata da Charles von Büren, il fondatore del marchio nel 1946. Che oggi conta diverse versioni molto apprezzate (su tutte la linea Blasted in acciaio satinato e quadranti opachi neri o azzurri), compresa quella raffigurata nella foto in acciaio con trattamento Pvd e un “nerissimo” bracciale mesh (detto anche a “maglia milanese”). Il movimento automatico è l’affidabile 2824 di Eta. L’impermeabilità tocca l’importante cifra di 500 metri. E altro segno distintivo è la lancetta dei minuti arancione. Un vero e proprio must.

DA TAG HEUER A ULYSSE NARDIN
L’avanguardismo di Tag Heuer, con il Monaco V4 Phantom, è ai suoi massimi. Completamente nero opaco, è realizzato in fibra di carbonio (per l’esattezza in Cmc, “Carbon Matrix Composite”) sia nella cassa che nei sette ponti del suo originalissimo movimento dotato della famosa trasmissione mediante microscopiche cinghie dentate dalle dimensioni di un capello – parliamo di una larghezza massima di soli 0,07 mm – e rotore di carica lineare, unico nel suo genere. Per realizzare questa cassa in Cmc, la casa di La Chaux-de-Fonds ha utilizzato il carbonio “orientato”, vale a dire che le fibre di carbonio sono state orientate nello stampo, quindi micropallinate per conferire il caratteristico aspetto spazzolato verticale nero opaco regolare tra il grigio scuro e il nero. Anche il quadrante ha la stessa tonalità della cassa. Le lancette (ore, minuti e piccoli secondi a ore 4) sono satinate e trattate con Titanium Carbide Coating e luminescenza antracite. E il cinturino è in alligatore nero opaco con fibbia deployante in titanio.
Il primo calendario perpetuo di Ulysse Nardin che permetteva la regolazione dell’ora in avanti e indietro solo con l’ausilio della corona risale al 1996, per una facilità di utilizzo di questa complicazione che resta tuttora uno dei fiori all’occhiello della manifattura di Le Locle. Al quale il Marine Perpetual – qui raffigurato nella versione in acciaio con rivestimento in gomma nera e lunetta in baguette di ceramica nera e prodotto in 99 esemplari – aggiunge la “complicazione estetica” del processo di incastonatura del diamante su materiale morbido, il “3S Diamond Setting Process”. Rendendo possibile l’incastonatura delle pietre di ceramica nera nel rivestimento in gomma della lunetta. Nella rappresentazione del tempo, la gran data è a ore 2. Giorno della settimana e del mese sono nelle finestrelle al centro. Al 6, infine, troviamo l’anno a due cifre. In sostanza, a prescindere dalle diverse soluzioni adottate di materiali o rivestimenti, il risultato è pressoché lo stesso: al polso ci troviamo un “all black” che sembra sempre in procinto di partire con la Haka, la scenografica danza Maori che la nazionale neozelandese di rugby esegue prima di ogni incontro. Di fronte allo sguardo quasi ipnotizzato degli spettatori.