Orologi: novità dal vivo

H. Moser & Cie Streamliner Perpetual Calendar in acciaio

Finalmente anche l’Alta Orologeria è tornata agli appuntamenti in presenza, dopo aver saltato non senza rimpianti, ben due edizioni dei tradizionali saloni Svizzeri. Certo, quello che si è svolto a Ginevra, più che una vera e propria esposizione, è stato un momento di incontro “diffuso” tra marchi espositori e pochi ma referenziati visitatori, che hanno potuto scoprire le novità attraverso una serie di incontri che si sono tenuti in spazi pubblici, principalmente hotel, oppure nelle grandi boutique del centro città. A dispetto di ciò, la seconda edizione dei Geneva Watch Days, ha pienamente soddisfatto le aspettative degli organizzatori e di tutte le Maison partecipanti.

Ufficialmente sostenute dallo Stato e dalla Città di Ginevra, queste giornate sono state lanciate e supportate da un pool di marchi fondatori benefattori, tra cui in primis Bulgari che ha coperto buona parte delle spese, poi Breitling, De Bethune, Gerald Genta, Girard-Perregaux, H. Moser & Cie, MB&F, Ulysse Nardin e Urwerk, assieme a Arnold & Son, Bianchet, Ferdinand Berthoud, Frederique Constant Group, Greubel Forsey, Louis Erard, Oris, Parmigiani Fleurier, Phillips in associazione con Bacs & Russo e diversi altri.
Importante la presenza di centinaia di giornalisti venuti da tutto il mondo, e di rivenditori tra i più importanti a livello europeo. Merita di essere evidenziato come gli alti e bassi della pandemia globale non abbiano impedito ai visitatori dei Paesi europei e del Medio Oriente di recarsi a Ginevra, insieme a vari clienti e media nordamericani che erano fisicamente già presenti in città.
Certo, la situazione sarà numericamente ben diversa il 30 aprile del 2022, quando sempre a Ginevra apriranno i battenti di Watches and Wonders, il grande salone orologiero che dovrebbe tornare così ai fasti del 2019, mantenendo la sua location naturalmente all’interno del Palexpo. Parallelamente si svolgerà anche Baselworld, la cui apertura dovrebbe avvenire il 31 marzo, sempre del 2022. Sarà interessante capire quale formula metterà in campo Basilea, dopo che praticamente tutti i big dell’orologeria se ne sono formalmente andati via preferendogli l’appuntamento ginevrino.

orologi

Da sinistra: Bulgari Octo Roma Worldtimer in acciaio; Gerald Genta Arena Retrograde with smiling Disney Mickey Mouse, serie limitata a 150 pezzi; Girard-Perregaux Tourbillon con tre Ponti Volanti con Neo Bridge in oro rosa; Oris Aquis Date Upcycle, con un quadrante in plastica PET riciclata; Parmigiani Fleurier Tonda PF automatico di manifattura

Tornando ai Geneva Watch Days, bisogna certo evidenziare che mai, come in questo periodo storico, l’orologeria stia parlando un linguaggio universale, che va oltre il genere, lo stile e le differenze, come dimostrato le tante novità presentate. Gli orologi complicati e le creazioni di gioielleria, sia per gli uomini che per le donne, svelati per l’occasione, rappresentano un invito a tornare a scegliere, a riappropriarsi del proprio tempo e della propria immagine, ma anche della voglia e della possibilità di tornare a spostarci da una nazione all’altra.

Da questo punto di vista, il tema del viaggio è stato esplorato nel senso più letterale del termine da Bulgari con il suo con Octo Roma WorldTimer, che in un solo istante riesce a passare da un fuso orario all’altro. Si può però viaggiare anche con la fantasia, come ha fatto Gerald Genta con l’Arena Retro Mickey Mouse Disney, originale segnatempo nel quale il celebre cartoon indica l’ora con il movimento del suo braccio. Oppure immergersi nelle profondità marine con un modello subacqueo ad alte prestazioni con quadrante in PET riciclato, come l’Aquis Date Upcycle di Oris. Nella filosofia di questo modello, oltre a mostrare come la plastica possa essere ricondizionata per diventare un’importante opera d’arte orologiera, troviamo anche un incoraggiamento a partecipare alle iniziative di pulizia dei mari.
Una piacevole riscoperta di queste giornate svizzere è stato il rinnovato interesse rispetto alla bella meccanica e alle complicazioni, che si fa elegantemente essenziale in Parmigiani Fleurier, architettonicamente complessa in Girard-Perregaux, innovativa pur senza rinnegare i valori tradizionali in H. Moser & Cie.

*Articolo pubblicato su  Business People di novembre 2021