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La sfilata Gucci, una delle collezioni di punta dell’edizione di Milano Moda Donna appena conclusa

Gente che non mantiene le promesse. La Camera Nazionale della moda (CNM), e in particolare il suo vice presidente Saverio Moschillo, non sono troppo soddisfatti del contributo del Comune di Milano alla Settimana della Moda appena conclusa. Nel mirino di Moschillo il mancato finanziamento a Milano Moda Donna. La scorsa amministrazione comunale, quella targata Letizia Moratti, aveva promesso alla CNM un considerevole aumento dei fondi. Poi il cambio di guardia a Palazzo Marino ha rimesso tutto in discussione.

«Per ora l’affidamento in termini di quattrini fatto dalla precedente giunta non è stato onorato – conferma Paolo Boselli, presidente CNM – e siamo stupiti che ci siano due pesi e due misure, con Roma che prende 2.700.000 euro e Milano che ne riceve 500mila solo dalla Camera di commercio, quando a Roma ci sono cinque case di alta moda e qualche giovane e noi presentiamo 150 collezioni». Giudizio negativo quindi per Pisapia & Co.? Non proprio, il presidente di CNM è più pacato del suo vice: «In Comune non hanno ancora preso bene le misure, il mio giudizio è sospeso». Certo lo spostamento della location per le sfilate prima dalla tensostruttura in Duomo alla Loggia dei Mercanti, e poi ancora, dopo le proteste dei partigiani, dal celebre monumento ad un angolo di Piazza Duomo, non ha aiutato i rapporti con il Comune. «Uno scherzetto non da poco» che come sottolinea Boselli è costatato a CNM 200mila euro.

Ma l’amministrazione comunale non ci sta. La risposta arriva direttamente dall’assessore alla moda Stefano Boeri: « La moda è una cosa seria, non accetto provocazioni. Questa Giunta ha ben chiaro il ruolo trainante del sistema moda nell'economia del nostro territorio e non intende lasciarsi sviare dall'impegno serio a sostenere questo settore e il suo indotto, nella difficile competizione con le altre capitali mondiali della Moda, come New York e Parigi».