I prezzi del cashmere sono alle stelle, mentre la qualità rischia di scadere. Gli animali da cui proviene la lana più preziosa, infatti, sono diventati “capro espiatorio” per l’avanzata della desertificazione in Mongolia e il governo ha sospeso tutti gli incentivi di cui godevano gli allevamenti. Per mantenere i margini, i pastori rimasti in attività hanno deciso di puntare sulla quantità a discapito della qualità e hanno fatto unire le razze più pregiate a quelle più produttive. Inoltre un inverno particolarmente rigido ha dimezzato il numero di animali nel momento in cui la ripresa spingeva verso l’alto la domanda. I prezzi all’ingrosso tra gennaio e settembre sarebbero raddoppiati.