Un’immagine dell’ultima campagna pubblicitaria Abercrombie & Fitch

Abercrombie & Fitch pensa in grande. Il gruppo americano, titolare del famoso marchio di casualwear amato dai teenager di tutto il mondo, ha intenzione di raddoppiare il proprio giro d’affari, di passare dai 3,5 miliardi di dollari di ricavi del 2010 fino a quota 7,5 miliardi. Un obiettivo notevole, da raggiungere, giurano in Abercrombie & Fitch, entro il 2015 (in chiusura a fine gennaio 2016). Al momento il gruppo americano conta oltre 1.000 store negli Usa e solo una cinquantina nel resto del mondo, suddivisi tra i diversi marchi: l’ammiraglio Abercrombie & Fitch, quindi Hollister e Gilly Hicks. I driver di crescita passano dallo sviluppo dell’insegna Abercrombie & Fitch su scala internazionale e di Hollister in Europa. Nel 2010 il gruppo ha realizzato il 73% del proprio giro d’affari nel mercato domestico, mentre solo il 15% oltre confine, l’obiettivo è quello di far esplodere le vendite all’estero e farle arrivare a livello di quelle domestiche. Poi c’è lo sviluppo del business direct to consumer (le vendite dirette sul sito rappresentano oggi il 12% del totale del ricavi) e un innalzamento della produttività dei negozi statunitensi, che passa anche dalla chiusura dei punti vendita meno redditizi (nel 2011 le chiusure saranno circa 50).

I cinque flagship store Abercrombie & Fitch attivi al momento all’estero raddoppieranno nell’esercizio in corso, con il debutto a Parigi, Madrid, Düsseldorf, Bruxelles, Dublino e Singapore. Nuove aperture sono previste anche in Italia, nei prossimi anni, al megastore di Milano, inaugurato nell’ottobre del 2009, si aggiungeranno altri tre punti vendita, uno anche a Roma. Per quanto riguarda invece i negozi a insegna Hollister, gli shop in Europa passeranno dai 29 attuali, in quattro Paesi, a 185 alla fine dei cinque anni (in 15 diverse Nazioni).