Luciano Nicchiarelli

Il presidente del golf club Punta Ala, Luciano Nicchiarelli

Il 2015 sarà l’anno della ripresa?
A dire il vero, già il 2014 ci ha visti nuovamente in attivo, dal punto di vista dei conti, a conferma di una gestione oculata e insieme dinamica e attenta a proporre un’offerta interessante per i nostri soci e ospiti, con il campo e il club in ottima forma. Gli effetti della situazione generale difficile si sono sentiti soprattutto nel 2013 e l’anno che stiamo vivendo è piuttosto buono, con il clima che gioca sempre un ruolo importante. Ora siamo alle porte del periodo più intenso per il nostro circolo e per tutta la zona di Punta Ala, che ha in questi mesi la vera stagione alta e di grande attività.

Parliamo un po’ di numeri?
Il nostro è un club che, seppur con una presenza di soci abbastanza stabile, vede la maggior parte delle entrate provenire da green fee e altri servizi. Solo il 20- 25% del conto economico è dato dalle quote dei soci. La nostra storia (lo scorso anno abbiamo festeggiato i 50 anni) nasce con una forte presenza di proprietari di ville provenienti da altre regioni italiane, che in quegli anni scelsero questa splendida zona per il tempo libero. Da un altro punto di vista, sono le gare, 102-104 all’anno, a farla da protagoniste: in alcuni periodi, come luglio e agosto, il calendario è praticamente giornaliero. Da notare che siamo meta di molte clinic, spesso organizzate da professionisti esteri che ci scelgono per le loro iniziative.

Quali i motivi per scegliere Punta Ala?
Innanzitutto, è utile sapere che siamo aperti tutto l’anno con un clima ideale e molto da visitare nei dintorni. Poi il campo, splendido, con una morfologia piuttosto mossa che lo rende impegnativo anche sul piano degli spostamenti (opportuno dotarsi di cart) e un disegno divertente e stimolante per i giocatori di ogni livello. Le buche sono suggestive, con viste eccezionali anche sull’Isola d’Elba e fino a Capraia, con la macchia mediterranea e la presenza di alberi importanti a modellarle, rendendole tecnicamente molto valide e di grande piacevolezza per chi voglia gustarle anche solo per la parte puramente estetica. Le molte competizioni, anche internazionali e federali, confermano l’apprezzamento di giocatori e organizzatori. La presenza di un ottimo ristorante, capace di proporre i gusti e i sapori enogastronomici della zona, uniti a un panorama stupendo, è un’ulteriore caratteristica.

Sappiamo che vi è un elemento forse unico nel vostro club…
Il dissalatore, uno strumento che ha cambiato e risolto in modo decisivo uno dei problemi che affliggeva il nostro campo, la mancanza d’acqua. Una soluzione, tra l’altro, che con vero spirito ecologico ci consente la totale autonomia per quanto riguarda le risorse idriche e di mantenere il campo in condizioni eccellenti. Un progetto complesso, che ha fatto i conti con non poche difficoltà, anche burocratiche, nato sotto la mia presidenza, primo in Italia, che oggi è capace di fornire supporto idrico anche alla comunità di Punta Ala, non solo al campo da golf. Un risultato notevole con un impatto decisamente ridotto sui soci, che ci sta ripagando il tutto.

Golf e turismo, obiettivo o realtà?
La valenza turistica della zona, incontaminata, è molto forte e costituisce un elemento peculiare della nostra offerta. La vicinanza di luoghi storici e culturalmente di livello assoluto quali Siena, Pisa, San Gimignano – per dire solo di alcuni – la marina per chi apprezza lo sport in mare o le escursioni lungo le splendide coste, l’eccezionale offerta di gusti e sapori enogastronomici rappresentano un mix impareggiabile. Dal punto di vista strettamente golfistico, abbiamo poi definito alcuni accordi con circoli vicini (Argentario e Toscana) per consentire un’offerta varia in grado di attrarre chi cerchi una combinazione per più giorni. E, in questo, i molti ospiti non solo italiani confermano che Punta Ala è una meta di grande attrazione. Unico neo, su cui varrebbe la pena intervenire, è la scelta di gran parte delle strutture ricettive della zona di mantenere la chiusura per il periodo invernale, riducendo la capacità di accogliere i visitatori e di sviluppare una proposta per attrarre lungo l’intero anno il turista- golfista di tutto il mondo. Un’opportunità che potrebbe aumentare gli introiti non solo per il golf. Se pensiamo a quanto hanno realizzato alcuni Paesi europei, la mia considerazione è che abbiamo ancora grandissime opportunità da cogliere e in questo la collaborazione con Federazione e strutture locali è determinante, come la presenza agli eventi promozionali golfistici internazionali che ci vede attivi per diffondere la notorietà del nostro circolo e di tutta l’area di Punta Ala.