Stessa, fantastica, base di partenza, ma orizzonti molto lontani per le due nuove creature di Moto Guzzi. La Audace e l’Eldorado – nomi già carichi di sogni e tentazioni – prendono le mosse da “mamma” California, uno dei progetti meglio riusciti ai geni di Mandello del Lario, e la reinterpretano in maniere differenti, dando vita a due moto completamente nuove e diverse: sguardo futuristico, quasi da gusto post-atomico, la prima; occhio lucido di nostalgia per il passato e il sogno americano la seconda. Il possente blocco motore da 1.400 cc – che di per sé è già un pezzo di design – fa da spina dorsale tecnico-estetica. Ma mentre l’Audace minimizza le sovrastruttre alla ricerca dell’essenzialità, la Eldorado guarda alla GT 850 dei primi anni ’70 (quella dei poliziotti americani per intenderci) e sfoggia un cambio a bilanciere su pedane amplissime, filetti cromati sul serbatoio, manubrio a corna di bue, pneumatici con banda bianca e molti altri particolari dal gusto classico e raffinato.

Ciò che la Eldorado suggerisce con il suo look lo rimarca nelle scelte ciclistiche e di guida. La sella è bassa e accogliente – anche il passeggero ha il suo bel maniglione che infonde sicurezza –, il manubrio proteso verso il pilota e le pedane avanzate garantiscono la posizione di guida e il comfort tipico delle ammiraglie di prima classe. Nonostante il mastodontico bicilindrico (è il più grande prodotto in Europa), le vibrazioni durante la marcia sono pressoché inesistenti, grazie al sistema di fissaggio elsaticocinematico del motore brevettato da Moto Guzzi. Una soluzione tecnica che abbandona il motore come elemento stressato e sfrutta viceversa un telaio a doppia culla chiusa in acciaio.

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GRAZIE A UNA LUNGA LISTA
DI ACCESSORI − BEN 450 −
OGNUNO POTRÀ
CUSTOMIZZARE AL MASSIMO
LA PROPRIA DUE RUOTE

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L’Audace cambia passo. Esteticamente è un altro mondo, questa Guzzi ha personalità da vendere: faro anteriore minimal, forcelle senza sovrasteli, parafango in carbonio, leva del cambio tradizionale, coprivalvole opachi e colorati e serbatoio separato per ammortizzatori posteriori. Ma forse dinamicamente sorprende anche di più. È una cruiser a vocazione sportiva. La posizione in sella porta a spostare il peso sulle braccia diminuendo il comfort sulle lunghe distanze ma garantendo un maggior controllo di guida: 300 chili che si guidano con una mano e che si percepiscono solo in fase di frenata, dove bisogna agire con la leva al manubrio e il pedale se si vuole decelerare in modo deciso.

Moto come queste, con le masse, i cavalli e i Nm che mettono sul piatto non potrebbero essere guidate da chiunque se non fosse per le soluzioni tecnologiche avanzate di cui dispongono. Dal controllo di trazione su tre livelli, che permette di scaricare a terra i 96 cv di potenza e i 121 Nm (disponibili già a 2.750 giri sulla Eldorado!), alla gestione delle mappature (Veloce, Turismo e Pioggia) passando per il cruise control, l’Abs a due canali e il sistema Moto Guzzi Media Platform. Questa tecnologia multimediale – cugina di quella montata sulle ultime arrivate in casa Aprilia – consente di collegare il proprio smartphone al sistema di gestione della moto. Il telefono diventa perciò tachimetro, contagiri e ci dice coppia e potenza istantanee, angolo di piega, consumo istantaneo, velocità media, accelerazione longitudinale e ci permette – una volta arrivati a destinazione – di scaricare tutti i dati del percorso effettuato.

Se non bastassero il design, le finiture e le soluzioni tecniche, la tecnologia votata alla sicurezza e i sistemi multimediali aiutano queste due cruiser a entrare di diritto nel segmento premium e fanno digerire meglio il prezzo d’acquisto non proprio alla portata di tutti: stiamo infatti parlando di quasi 19 mila euro chiavi in mano.
All’Audace e all’Eldorado non manca certo la caratterizzazione estetica, ma in questo genere di moto è scontata la volontà dell’acquirente di personalizzare il proprio esemplare. Non poteva, perciò, mancare la lista degli accessori – che raggiunge numeri di tutto rispetto: siamo a 450 – grazie alla quale ognuno potrà poi crearsi la cruiser made in Italy fatta su misura in base ai gusti del suo proprietario.