Monteleone21: la nuova porta d’accesso ai sapori della Valpolicella

Fortemente legata al proprio territorio, alimentata da fonti rinnovabili come fotovoltaico e geotermia e con un potenziale unico nel panorama vitivinicolo italiano. È il biglietto da visita di Monteleone21, la nuova location polifunzionale di Masi, che punta a essere un punto di riferimento per il settore enoturistico.

Svelata in anteprima in occasione dell’evento per i 250 anni dalla prima vendemmia della Cantina della famiglia Boscaini, Monteleone21 è ancora in fase di completamento e verrà inaugurata ufficialmente il prossimo anno. Gli spazi, che sorgeranno a due passi dalla sede di Masi Gargagnago di Valpolicella (Vr) saranno dedicati all’attività produttiva, direzionale ed enoturistica dell’azienda. “Questo per me rappresenta un momento di grande emozione: ricordo ancora quando con mio padre festeggiammo i 200 anni dell’azienda, quando il vino italiano cominciava a rappresentare quello che è oggi nel mondo”, ha ricordato il presidente di Masi Agricola, Sandro Boscaini in occasione del 250esimo anniversario. “Allora inaugurammo la cantina principale, quella che oggi ospita anche le botti del Premio Masi. In occasione dei 250 anni dalla prima vendemmia del Vajo dei Masi volevamo lasciare qualcosa per il futuro, per il futuro dell’intero business del vino: un luogo dove portare i consumatori finali e fare esperienze nel territorio. Non potevamo che realizzarlo accanto ai nostri vigneti”. 

Monteleone21-Masi

Monteleone21: fare della Valpolicella una Napa Valley italiana

L’idea della famiglia Boscaini è quella di valorizzare l’esperienza turistica che ruota attorno al business del vino: il Veneto attira ogni anno decine di milioni di turisti internazionali grazie a luoghi come Venezia, il Lago di Garda e la stessa città di Verona, vini come l’Amarone sono conosciuti in tutto il mondo, ma pochi frequentano la Valpolicella e hanno modo di gustare le sue etichette perché non esistono strutture in grado di convogliare turisti italiani e internazionali come avviene, invece, nella regione californiana della Napa Valley. “Sempre di più le persone vogliono vivere esperienze, e conoscere da vicino i prodotti che acquistano”, ha aggiunto Boscaini. “Non potevamo spostare i vigneti nelle grandi città, servono strutture vicino ai vigneti. Monteleone21 racchiude in sé i più importanti valori del marchio Masi e ne rappresenta la storia, il presente e il futuro. Questo ponte ideale tra epoche diverse viene ben raffigurato dalla nuova struttura, che sarà collegata da un lungo passaggio ipogeo alla nostra storica sede e alla cantina di Gargagnago.

Federico-Girotto-Sandro-Boscaini-Masi

Da sinistra, Federico Girotto e Sandro Boscaini, rispettivamente amministratore delegato e presidente di Masi Agricola

Monteleone21 – che prende il nome dal colle su cui sorge – rappresenta uno spazio inedito, perché non riguarderà solo Masi Agricola. L’obiettivo, come svelato dall’a.d. Federico Girotto, sarà quello di ospitare anche le etichette di altre cantine del territorio per fare di questo spazio una vera e propria porta di accesso nelle terre della Valpolicella Classica. Anche dal punto di vista architettonico il progetto è ambizioso: realizzato per due terzi in ipogeo, incarna la relazione inscindibile tra la cantina e il suo territorio ed è stato studiato per una perfetta integrazione con il paesaggio della Valpolicella, reinterpretato in chiave contemporanea nei suoi elementi più caratteristici. La struttura polifunzionale apparirà come una collina erbosa, ricoperta di viti e vegetazione, e sarà caratterizzata da un rivestimento in pietra locale che rimanda alle “marogne”, i muretti a secco tipici della zona che sostengono i vigneti di collina. 

“Con Monteleone21 la Masi Wine Experience, il nostro progetto strategico volto a conseguire un contatto sempre più diretto con il consumatore finale, si completa di un prezioso tassello”, ha affermato Girotto. “Una vera e propria ‘cantina aperta’ pensata per accogliere i visitatori in un percorso esperienziale immersivo, a partire da un fruttaio monumentale di 12 metri di altezza destinato all’appassimento delle uve per l’Amarone, tecnica in cui Masi ha un expertise riconosciuta a livello internazionale”.