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Nel pieno della bella stagione lasciamoci travolgere dai corsi e dai ricorsi delle tendenze nei bicchieri dei drink, tra ricette d’avanguardia e rispolverate del vintage, spesso dettate dai maestri del cocktail bar. Di certo il trend che non passa mai di moda nel bere miscelato italiano è quello dei cocktail a base di vino, che con il passare degli anni si sono conquistati un posto speciale nel cuore degli affezionati del bancone, ma soprattutto tra i brindisi in spiaggia al tramonto. Parola d’ordine: rinfrescare! Tra distillati e liquori, il vino diventa il tocco leggero con una sfumatura quasi chic.

SPRITZ, A PRESCINDERE

Il cocktail che segna il passo della generazione urban, tra colletti bianchi che lasciano il posto a hipster e metrosexual, capolista della top ten dell’aperitivo cittadino pronto a trasferirsi sulle spiagge dei parei e degli occhiali da sole, è lui: lo Spritz. Nato nel Triveneto per dare una marcia in più alle piacevoli bollicine del Prosecco, è un aperitivo alcolico ormai popolare, che prevede diverse versioni a seconda del bitter utilizzato per dare aromaticità con note agrumate e amare, decisamente rinfre-canti. Così, a contendersi la parte di coprotagonista insieme al Prosecco ecco le varianti Aperol, Campari, o Select prima di chiudere con una spruzzata di Seltz, dove la regola non scritta è quella di donare al drink l’inconfondibile colorazione rossastra o aranciata. Alcuni barman propongono Spritz con Martini Rosso o Ramazzotti, altri ancora con del Cynar, aggiungendo una fetta di limone, d’arancia o un’oliva e qualche cubetto di ghiaccio. Lo spritz è comunque fucina di varianti e idee come dimostra la versione “Hugo”, uno Spritz bianco con il contributo di una base di liquore di sambuco, l’Holler Sambo dell’azienda altoatesina Roner, completata con il Valdobbiadene Prosecco superiore Docg extra dry “Pianer” dell’azienda trevigiana Le Colture. Ma la ricetta che vi proponiamo è quella più stilosa del Carpano Spritz, con il pregiato Carpano Antica Formula, vermouth per eccellenza: nel classico tumbler basso e ampio riempito di ghiaccio versate 4 cl di Carpano Bianco, 6 cl di spumante Brut, due gocce di Orange Bitters e mescolate completando con uno spruzzo di Soda o Seltz e una scorza d’arancia. Se volete essere proprio fashion, utilizzate le bollicine di un Prosecco Spumante Superiore di Cartizze Docg come “Jeio” di Bisol, dove il Cru di Cartizze consente all’uva di maturare lentamente, rendendo il vino pieno, equilibrato e dotato di un’amabilità moderata, nettamente contraddistinto da piacevole mineralità. Sempre scegliendo il Prosecco, ma stavolta servendolo in un calice ampio da vino con tanto di stelo, quest’estate non potrà mancare il Martini Bianco Royal, che viene proposto per le don-zelle anche in versione pink con il Martini Rosé. La ricetta ufficiale è molto semplice, ma il refrigerio alle papille gustative è garantito: metà Martini Bianco, metà Prosecco Martini e uno spicchio di lime spremuto e tanta menta a guarnire.

1. Bitter della vicentina Ditta Bortolo Nardini 2. Nettare Van Nahmen a base di pesca bianca selvatica 3. Piper Brut, composto da Pinot Noir, Pinot Meunier e Chardonnay 4. Spiccano menta e basilico nel cocktail Mediterraneo, a base di Vecchio Florio 5. Il rosso Pomino dei Marchesi de’ Frescobaldi 6. Antica Formula Carpano, prodotto in quantità limitate e confezionato in bottiglie numerate in vetro soffiato

FATELO COL MARSALA

Per gli amanti della seducente sensualità anche nel bicchiere, Florio presenta gli esclusivi cocktail che vedono il Marsala Vecchio Florio protagonista di tre mix speziati, ideati per un aperitivo stuzzicante o un dopocena di grande classe. Si tratta di Mediterraneo, 150 e Oriental, la cui chiave aromatica è data rispettivamente da menta e basilico, sambuco e zenzero, tre ricette che hanno un solo protagonista: il Vecchio Florio, un marsala superiore secco che prende origine dalle uve Grillo e Catarrato, e che affina per quasi tre anni in antiche botti di rovere di Slavonia. Vi proponiamo la ricetta del Mediterraneo, un’inebriante alternativa dal carattere italiano all’arcinota consuetudine del Mojito: in un bicchiere da cocktail spezzate le foglie di menta e basilico, aggiungete Vecchio Florio, tanto ghiaccio e colmate con soda o acqua frizzante. Un’altra versione del Mojito prevede l’uso del Gutturnio dei Colli Piacentini, vino storico sempre apprezzato dai consumatori storici locali, ma di recente assurto a notorietà più ampia. La ricetta prevede l’uso di 6 cl Havana Club 3 Anni, tre cucchiaini di zucchero vanigliato, 6 cl succo di lime, quattro ramoscelli di mentuccia selvatica e 3 cl di Gutturnio (suggeriamo quello di Croci, piacevolissimo e intensamente fruttato nella versione “sur lie” grazie alla rifermentazione naturale in bottiglia).

7. Valdobbiadene extra dry Le Colture Pianer 8. Riserva Luigi Ghislieri prodotta da Colonnara di Cupramontana (An) 9. Sempre dei viticultori marchigiani il Verdicchio Brut 10. Il vino rosso rubino intenso Ludwig proviene dalla cantina altoatesina Elena Walch 11. Cocktail a base di vino Malvasia e Gin

OLTRE LA SANGRIA

Per gli amanti dei party e del vino rosso, oltre all’ispanica Sangria, c’è una ricetta simile degli anni ‘40 chiamata Aristocrat Sparkling Punch, la cui preparazione prevede un vino rosso di Borgogna che presumibilmente l’autore americano sostituiva con un Pinot Noir della California. Questa preparazione è legata alla tradizione dei “Mulled wine bowl”, zuppiere di cocktail che venivano offerte nelle feste di campagna degli aristocratici specie in Inghilterra. A questo punto non ci resta che proporre questo punch per una festa a bordo piscina, scegliendo per sostituire la Borgogna un Pinot Nero italiano, come per esempio il Pinot Nero di Elena Walch (che ha appena vinto le “Giornate del Pinot Nero” a Egna e Montagna, nei dintorni di Bolzano) o se si preferisce dare un tocco toscano, il Pomino Pinot Nero Toscano di Frescobaldi 2011, e uno spumante Brut come il Verdicchio Brut di Colonnara (che produce anche lo splendido Riserva Luigi Ghislieri). In una scenografica e ampia bowl, contenente un blocco di ghiaccio intero, miscelate quattro bicchierini di brandy e due cucchiai di zucchero, una bottiglia di vino rosso e due bottiglie di spumante, con fragole a pezzi e fettine di arancia.

CREATIVITÀ EMILIANA

Per una Sangria al Lambrusco, sempre più di moda e sdoganato anche tra i gourmet, ecco una versione proposta da Giancarlo Mancino per l’Enoteca dell’Emilia Romagna: ovvero 4 cl Lambrusco Rosso (come il classico “Concerto” di Medici Ermete), 2 cl di liquore alla pesca, 3 cl di Vermouth Bianco Ambrato mescolati con lamponi, more, mirtilli, chicchi d’uva, lime arancia e mela a fette. La creatività dell’Emilia non si ferma qui e con Marco Canè troviamo anche il modo di utilizzare Sangiovese di Romagna e il Pignoletto Spumante. La ricetta del “Barracuda” chiede di versare nello shaker 4,5 cl di rhum, 1,5 cl di Galliano, 3 cl di succo di ananas, 1 cl succo di limone poi di shakerare e di versare in tumbler alto riempito per tre quarti con ghiaccio. Colmate con Pignoletto spumante, come il “Sur Lie” di Tenuta San Vito o quello di Manaresi, entrambi dai Colli Bolognesi. Per usare un bel rosso come il Sangiovese di Romagna Superiore Limbecca 2010 Paolo Francesconi ecco il Bramble, per il quale occorre riempire a tre quarti il mixing glass di ghiaccio e versarvi 2,5 cl di Gin, 1 cl di liquore alle more, 1 cl di sweet and sour (sciroppo di acqua, zucchero e limone), 2,5 cl di Sangiovese Superiore, il tutto da mescolare e versare in una coppetta ghiacciata.

12. Anche a due anni dal lancio conserva un carattere innovativo ed esclusivo il Moët Ice Impérial di Moët & Chandon 13. Pignoletto frizzante Manaresi, dai Colli emiliani sotto le Due Torri 14. Cordon Rouge Magnum G.H. Mumm 15. Pignoletto frizzante di Federico Orsi Vigneto San Vito (Monteveglio, Bo) 16. Nasce dall’unione delle uve Barbera e Bonarda il rosso della piacentina Croci

LO CHAMPAGNE NON È TABÙ

Se si parla di cocktail a base di champagne molti “eno-strippati” insorgono, perché per i puristi lo champagne è tanto prezioso da non poter essere assolutamente mischiato ad altri ingredienti, per poter apprezzarne appieno la ricchezza di sfumature. La risposta dei grandi bartender è che se lo champagne può essere considerato un culmine dell’arte enologica, il cocktail è la punta di diamante nelle performance di chi crea dietro al bancone, quindi al pari di altri grandissimi distillati e liquori può essere usato come ingrediente di eccellenza. Procedendo con ordine, è meglio partire dai grandi classici, come il Mimosa, il cui nome originale era Buck’s fizz: questo drink infatti prende il nome dal Buck’s Club di Londra dove è stato inventato a Mister McGarry. Creato nel 1921 come drink adatto a orari più pomeridiani, la sua ricetta è stata oggetto di numerose trasformazioni ed è ricomparsa poi a Parigi quattro anni dopo con il nome di Mimosa, e vede in parti uguali spremuta d’arancia fresca e champagne. Vi consigliamo di provarlo con un nettare dalle piacevoli note agrumate come Piper Heidsieck Cuvée Brut, uno champagne non millesimato con l’apporto del 15% di vins de reserve, dato dall’assemblaggio di 55% Pinot Noir, 35% di Pinot Meunier e 10% di Chardonnay. Un calice di grande vitalità e ricchezza, con la precisione del frutto tra albicocca e susina e la rotondità del miele sulla crosta di pane, dal finale fresco e appagante. Per chi non vuole rinunciare alla sensazione glaciale del cocktail, pur rimanendo fedele alla purezza, l’icona dell’estate è lo Champagne Moët Ice Impérial di Moët & Chandon, che a due anni dal suo lancio resta una drinking experience esclusiva e innovativa. Creato specificamente per essere servito con il ghiaccio, è uno champagne contraddistinto da intensità di frutta tropicale e croccante dai toni solari, e da un palato dalla rotondità carnosa, con una spiccata freschezza dalle note di pompelmo e zenzero. ll tramonto in riva al mare sarà ancora più indimenticabile con il calice di Ice Impérial on the rocks, servito con qualche fogliolina di menta, buccia di lime o di pompelmo bianco e per un tocco esotico con qualche seme di cardamomo.

PER I VERI CURIOSI

A chi ama osare consigliamo un cocktail molto dissetante a base di Pernod, celebre liquore francese all’anice del gruppo Pernod Ricard, con solo una lieve sfumatura di liquirizia, che deve il suo gusto unico alla distillazione di piante e non alla macerazione, come avviene per la produzione di pastis. Il Pernod è elaborato con essenze estratte dall’anice stellato, poi mescolate e distillate con essenze di piante aromatiche, menta e coriandolo, e il suo gusto rinfrescante è perfetto per il cocktail Pernod Fizz: in una flûte di champagne ben fredda mescolare una parte di Pernod, 175 ml di Champagne freddo, una fettina di lime. Lo Champagne da provare è G.H. Mumm Cordon Rouge dalla personalità definita grazie al carattere del Pinot Noir (45%) cui si unisce la mineralità delicata dello Chardonnay (30%) e la vivacità della frutta del Pinot Meunier (25%.). Le note di pesca bianca e mela si uniscono alle sfumature di frutta secca rendendolo un elisir dalla frizzante piacevolezza caratterizzato da un’elegante armonia di aromi.