©Photo @lennykuhne, Unsplash

Entro il 2021 l’impiego di assistenti virtuali sul luogo di lavoro aumenterà del 35%, grazie al contributo crescente di intelligenza artificiale, robotica e realtà virtuale. E per il 2024 i due terzi dei dipendenti delle multinazionali abbandoneranno i processi di lavoro statici e gli ambienti professionali gerarchici per entrare a far parte di team dinamici, multidisciplinari e riconfigurabili in base ai compiti da svolgere e agli obiettivi da raggiungere.

Sono le previsioni della società di advisory e market intelligence International Data Corporation, che in una recente nota ha analizzato le trasformazioni che riguarderanno nei prossimi anni le cosiddette Global 2000, le aziende quotate più grandi al mondo. Saranno proprio questi grandi brand, infatti, a guidare l’evoluzione del mondo del lavoro, tracciando il percorso del cosiddetto future of work , la trasformazione dei processi professionali a livello globale.

Lo scenario attuale

In un contesto in cui le tecnologie si affermano e guadagnano terreno, gli attuali modelli di lavoro si rivelano sempre più inadeguati e poco scalabili: nonostante molte attività routinarie siano state già automatizzate, molto ancora resta da fare per snellire i processi di lavoro e aumentare in modo esponenziale la produttività.

Lo ha rilevato anche la Commissione Europea che in un recente studio ha sottolineato come nei contesti professionali sempre più digitalizzati e automatizzati i dipendenti dovranno essere capaci di sviluppare competenze trasversali e relazionali.

Il ruolo di manager e dirigenti

Questa trasformazione può verificarsi solo grazie al contributo delle figure manageriali: come spiegano gli esperti dell’IDC, l’integrazione delle tecnologie digitali nei processi produttivi e gestionali dovrà essere l’obiettivo principale di tutti i professionisti C-level, dal CHRO al CFO.

Solo così si potranno garantire ai dipendenti maggiori opportunità di crescita, formazione continua e un portafoglio di attività meno routinario e più diversificato. Ed evitare che l’automazione determini una riduzione del numero degli occupati nel medio e lungo termine.

Tutti temi questi che saranno approfonditi il 4 marzo a Milano nella seconda edizione dell’IDC Future of Work Conference, l’evento dedicato a professionisti dell’IT, ai responsabili delle risorse umane e ai manager aziendali. Un’occasione per fornire esempi e modelli utili alla trasformazione dei modelli produttivi e organizzativi e condividere storie di successo nell’ambito dell’employee experience e della gestione dei talenti.