La maternità diventa un master: con MAAM si allenano le soft skill

Il rientro al lavoro dopo la maternità può essere un vero e proprio incubo. Fra demansionamento, corse da un luogo all’altro, mille impegni da gestire, mobbing, nottate in bianco, la donna spesso finisce con l’esaurire molte risorse. Ma c’è anche il rovescio della medaglia: diventare mamme, e anche papà, insegna tante nuove abilità e competenze, che possono tornare molto utili anche sul versante professionale. Proprio da questa consapevolezza è partita Riccarda Zezza, che ha prima ideato MAAM, un programma di formazione aziendale che trasforma la genitorialità in un vero e proprio master in competenze-chiave per la crescita professionale, e poi Life Based Value, una tech company che ha portato il master su una piattaforma digitale. Il funzionamento è molto semplice: i dipendenti-genitori delle aziende che decidono di acquistare il programma, ricevono le credenziali di accesso e possono iniziare il loro percorso di formazione, che dura sei mesi e prevede un modulo alla settimana. Attraverso video ispirazionali, testi e approfondimenti scientifici, domande aperte che stimolano la riflessione, questionari di autovalutazione, confronto e condivisione delle proprie esperienze ed emozioni con altri neo-genitori, il corso allena le capacità più importanti per la crescita e l’efficacia professionale, come il problem solving, l’empatia, l’innovazione, il pensiero laterale, la creatività: insomma quelle soft skill per le quali le aziende, in base ai dati Istat, spendono un miliardo all’anno e che oggi rappresentano ormai il 40% della spesa per la formazione dei dipendenti.

Da MAAM e Valore D è nato un osservatorio sulla genitorialità

Al momento ad aver sperimentato MAAM come forma di welfare interno sono una cinquantina di grandi aziende, come Poste italiane, Enel, Eni, Coca Cola, Ovs, Penny market, Bottega veneta, Unicredit, Unipol. La mole di dati raccolti fino a ora ha portato alla nascita di un’altra realtà, l’Osservatorio Genitorialità, una palestra di management, cui collaborano MAAM e Valore D, la prima associazione di grandi imprese in Italia creata per sostenere l’equilibrio di genere. Insieme hanno studiato il comportamento di quasi 3.400 neogenitori (con figli tra zero e tre anni) in sedici delle aziende della rete Valore D, scoprendo che paternità e maternità rendono i genitori innovatori, anche se a loro insaputa. “Si tratta di iniziare a vedere e usare meglio ciò che c’è già. Riconoscendo il potenziale formativo delle esperienze di vita e usando il cosiddetto apprendimento <life based>, le aziende potrebbero anche ridurre notevolmente i costi di formazione” ha commentato Zezza.