Non è solo una questione di pari opportunità: avere un board variegato, con significative quote rose e manager di diversa provenienza geografica, ha anche i suoi vantaggi economici. Stando infatti a una ricerca elaborata da McKinsey i consigli di amministrazione con un’alta presenza di donne accrescono il proprio profitto del 15% in più rispetto alla media nazionale del settore di appartenenza. La percentuale arriva addirittura a toccare il 35% nel caso di board che contemplino differenze etniche.

SCARSA FIDUCIA DA PARTE DELLE AZIENDE. Lo studio è stato condotto su un campione di 366 aziende, attive in diversi settori e paesi. Dunque, esisterebbe una correlazione statistica tra diversità e performance finanziaria. Eppure a oggi la percentuale di donne impegnate in azienda continua a essere bassa. “Non è una questione legata alle competenze delle donne o alle loro ambizioni, ma alla scarsa fiducia delle aziende nelle potenzialità femminili, compresse dall’uso di categorie di valutazione spesso ancorate a sistemi e valori maschili”, spiega Leonardo Totaro, managing director McKinsey & Company Mediterraneo.