Dipendenti Google nella sede di Londra

Sono le aziende dove chiunque vorrebbe lavorare, multinazionali che “coccolano” i loro dipendenti con benefit e ambienti di lavoro accoglienti; promuovono la meritocrazia e garantiscono un equilibrio tra vita privata e lavoro. E sono quasi tutte made in Usa. Sono le multinazionali che compongono l’ultima edizione del Great Place to Work, la tradizionale classifica che raggruppa le migliori 25 aziende scelte dai lavoratori di tutto il mondo.

Per stilare la lista dei Best Workplace, Great Place to Work conduce la più ampia indagine al mondo per numero di collaboratori coinvolti. Due terzi del punteggio dell'azienda sono basati sui risultati dell'indagine Trust Index che va ad indagare il percepito e l'esperienza dipendenti nell'ambiente di lavoro. L'altro terzo è basato sulle risposte al Culture Audit che include domande dettagliate a risposta aperta sulla retribuzione, su pratiche, politiche e benefit, nonché sulle pratiche di assunzione, sui metodi di comunicazione interna, sulla formazione, sui programmi di riconoscimento e sugli sforzi condotti per promuovere la diversità.

LA CLASSIFICA. Nonostante aumentino gli ambienti di lavoro eccellenti in tutto il mondo – per Great Place to Work sono raddoppiati dal 2011 – la vetta della classifica resta saldamente nelle mani di Google, al vertice dei Best Workplace per il quarto anno consecutivo. Rispetto allo scorso anno si conferma anche Sas, il leader mondiale nel business degli analytics, e W.L. Gore & Associates (il produttore dei tessuti Gore-Tex). Il gruppo dei computer Usa Dell è quarto (e sale di due posti rispetto al 2015), la tedesca Daimler Financial Services, una new entry, si piazza al quinto posto. Qui la classifica completa.