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Sostenibilità

«Maggiore responsabilità verso i minori»

Telefono Azzurro ha tagliato il traguardo dei 25 anni di attività. In un contesto sempre più globale e interconnesso, cambiano le sfide, ma la mission rimane sempre la stessa: essere concretamente al fianco di alcuni dei soggetti più fragili della società. Ne parla Ernesto Caffo, fondatore e presidente della storica associazione

«Benedetto colui che riesce a dare ai propri figli ali e radici», recita un proverbio arabo. Valori e punti di riferimento, dunque, ma anche opportunità e strumenti di crescita, specie in un mondo frenetico che è in continua evoluzione sociale ed economica. E spesso pone infanzia e adolescenza – tra le fasce più deboli della popolazione – a contatto con realtà difficili da inquadrare e comprendere correttamente, come l’immigrazione e lo sfruttamento del lavoro clandestino, o con i nuovi potenziali pericoli presenti nella Rete, dal cyberbullismo alla pedopornografia on line fino al sexting (invio di immagini e video a sfondo sessuale tramite device mobili). Ecco che, laddove la famiglia non è presente, e talvolta, anzi, costituisce essa stessa una minaccia, occorrono degli intermediatori sociali in grado di prestare ascolto e dare voce a bambini e adolescenti in condizioni di disagio e vittime di abusi e violenze. Con queste finalità è nato nel 1987 Telefono Azzurro, onlus fondata e tutt’oggi presieduta dal prof. Ernesto Caffo.

DISAGIO INFANTILE, I SERVIZI DISPONIBILI

1.96.96: linea telefonica gratuita, dedicata ai bambini e agli adolescenti, per esprimere uno stato di malessere o disagio, per denunciare situazioni di abuso. 24 ore su 24, tutti i giorni dell’annoChat per l’infanzia: tutti i giorni, dalle 16 alle 20, gli operatori sono raggiungibili tramite questo canale rapido, accessibile dal sito telefonoazzurro.itNumero di emergenza 114: sempre attivo e gratuito, per segnalare gravi situazioni di abuso e maltrattamento su minori e per garantire un soccorso immediato. Due le centrali operative, a Milano e a PalermoCentro bambini scomparsi e linea 116.000: raccoglie le segnalazioni e le inoltra alle Forze di Polizia competenti su bambini e adolescenti che si allontanano volontariamente dalla propria famiglia o dalla struttura in cui vivono, ma anche quelli che sono sottratti o rapiti

Professore, come sono cambiate in 25 anni le problematiche sociali e psicologiche che riguardano i minori?

Se in passato le forme di violenza erano in prevalenza fisiche, intrafamiliari e corrispondevano spesso alle fasce più basse della collettività (penso ai bambini rom o a contesti di forte povertà), oggi si assiste a un aumento progressivo di abusi psicologici da parte di adulti o di altri coetanei. Un fenomeno, quest’ultimo, cresciuto esponenzialmente, specie con Internet e i social network. Poi c’è la grande questione dell’integrazione dei bambini e dei ragazzi stranieri nel nostro Paese, con l’immigrazione clandestina che purtroppo facilita sfruttamenti lavorativi e sessuali dei minori e in ogni caso può presentare forme di marginalità sociale. Non dimentichiamo nemmeno i conflitti di preadolescenti e adolescenti legati alla loro immagine e alla mercificazione della stessa, con un uso aggressivo del marketing e della comunicazione nei loro confronti.

C’è qualche richiesta specifica che desidera rivolgere alle aziende?

Penso in particolar modo ai colossi della telefonia mobile o ai produttori di tool come le suonerie. Occorre evitare iniziative pubblicitarie o messaggi subliminali che inducano i più giovani a pensare che solo con quel prodotto possono essere accettati e accreditati socialmente. In generale, e parlo a tutti adulti, soprattutto ai genitori, i ragazzi vanno accompagnati e guidati verso spese responsabili, mature e consapevoli. Ma lo sa che mentre le famiglie italiane stanno riducendo di molto i loro acquisti, i bambini, secondo quanto emerge da un recente studio, sono immuni da tali limitazioni? Come se non fosse possibile responsabilizzare anche loro su un più oculato rapporto con i consumi nell’economia familiare…

Su quali progetti Telefono Azzurro si sta impegnando ultimamente?

Sul fronte dei social network, stiamo lavorando, anche con grandi aziende del settore, per sviluppare una piattaforma sempre più accessibile ai ragazzi, perché possano parlare dei loro problemi e condividere le loro difficoltà. Un secondo aspetto che abbiamo a cuore è l’allerta nazionale sui bambini scomparsi, perché – con la collaborazione di importanti marchi della comunicazione e del mobile – possa attivarsi immediatamente una rete d’intervento per un minore che scappa da casa oppure che è stato sottratto da terzi. Stiamo poi operando molto nel bacino del Mediterraneo, dall’Egitto al Libano, cosa che ci permette di acquisire competenze su popolazioni che poi si spostano nel nostro Paese. L’immigrazione richiede grandissimi sforzi, ma non solo economici, in primis culturali. E ancora, l’attenzione per le situazioni di emergenza, come di recente il terremoto in Emilia Romagna. Con Protezione Civile e Regioni abbiamo messo a punto un percorso di intervento che consenta di seguire le situazioni analoghe che provocano traumi in bambini e ragazzi.

A livello di terzo settore, quali strade restano ancora da percorrere?

Vede, in questi 25 anni la legislazione è maturata, sono sorte delle iniziative interessanti, ma c’è ancora un enorme bisogno di qualità, specie nella formazione di operatori e volontari. Il non profit deve essere maggiormente coordinato, perché le varie realtà operino in sinergia e abbiano una visione sempre più europea e internazionale. In tempo di sfide globali, dovremmo essere più preparati a situazioni sociali che richiedono una revisione del welfare e di tante altre misure comunitarie. Il tema dell’infanzia entri nell’agenda politica: non abbiamo un Ministero dedicato, nelle Regioni non c’è nessuno che se ne occupa… Infine, usciamo da una visione assistenzialistica del dopo-guerra, che si limitava a coperte e vaccinazioni, e andiamo verso una prospettiva di lunga durata, che consenta ai piccoli di avere un dialogo con gli adulti e delle concrete opportunità di crescita.

COLLABORAZIONI NAZIONALI

Nelle scuole: Telefono Azzurro è riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione come ente di formazione e lavora con gli insegnanti organizzando incontri e laboratori per gli studentiNelle carceri: presente in 17 istituti penitenziari per offrire supporto ai figli dei detenuti, gestendo nidi e ludotecheInterventi concreti nell’emergenza: esperti e volontari pronti a intervenire in condizioni critiche e di calamità naturali (alluvioni, terremoti…)