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Sostenibilità

L’altro canto di Andrea Bocelli

È la missione della fondazione voluta dal noto tenore per dare alle persone più sfortunate la possibilità di realizzarsi

Una goccia nell’oceano non può certo fare la differenza, ma quando le gocce diventano dieci, cento, mille, ecco che le cose iniziano a cambiare. È questa la filosofia dell’Andrea Bocelli Foundation, realtà non profit creata nel 2011 per la volontà del cantante toscano di restituire ai più deboli tutto l’affetto raccolto nel corso della sua carriera, viaggiando da una parte all’altra del globo. «Alla base di ogni nostra scelta c’è sempre un bivio, un grande aut-aut per dirla con Kierkegaard, che da un lato porta verso il bene e dall’altro porta verso il male. Dobbiamo solo scegliere la direzione da prendere», racconta Bocelli. Per lui «la solidarietà resta una scelta forte e concreta, un modo per agire cercando di fare qualcosa di buono per gli altri. Essere filantropi non significa essere generosi e non è solo un dovere morale: lo ritengo un atto d’intelligenza, un percorso che tutti, nei limiti dei propri mezzi, dovremmo percepire come senza alternative». In altre parole, «per me la solidarietà significa gioia di condividere».

Nasce da questa consapevolezza un’organizzazione che fa de “l’unione fa la forza” il proprio principio basilare e del “prendersi cura degli altri” la sua ragion d’essere. Un laboratorio vivo di solidarietà costituito da tanti piccoli grandi protagonisti «che si uniscono adoperandosi con generosità affinché anche le persone più sfortunate o più deboli abbiano la possibilità di una vita piena di opportunità e di bellezza e affinché chi merita possa trovare energia e occasioni vere per dare il meglio di sé esprimendo il proprio potenziale», spiega Laura Biancalani, direttore generale della Fondazione. Sintetizzando il concetto, empowering people and communities. «Per Andrea», continua, «questa è una vera missione, perché è convinto che se qualcuno non avesse creduto in lui, probabilmente ora non sarebbe dov’è. Per questo ha deciso di dedicare la mission della Fondazione che porta il suo nome alla realizzazione delle altre persone».

Nella ABF la solidarietà si declina in due ambiti di attività. Il primo è legato al programma di intervento Break the Barriers, che rac­coglie fondi a sostegno di progetti per le fasce più deboli della popolazione, sia in Italia che nei Paesi in via di sviluppo. Interventi a favore di salute, educazione e integrazione sociale, con un ap­proccio rivolto alla valorizzazione dall’individuo e delle comuni­tà. Tutto nasce ad Haiti, dove la Fondazione ha realizzato cinque scuole, nei territori più poveri e decentrati: «Nei centri più disagia­ti del Paese garantiamo quotidianamente l’accesso all’educazione e alle cure mediche ai nostri studenti e alle loro famiglie. Fornia­mo accesso all’acqua potabile a oltre 400 mila persone che vivo­no nelle baraccopoli e sosteniamo il programma di prevenzione Hiv», racconta Biancalani. Un lavoro che dura ormai da sette anni e che grazie a un team instancabile, costituito da partner locali, professionisti interni, membri dei board, consulenti e volontari, ha permesso di aiutare 2.550 studenti, cui viene offerta la possi­bilità di avere accesso ogni giorno all’istruzione, 4.220 le famiglie, cinque comunità, 8 mila persone assistite dal progetto di Mobile Clinic. Un lavoro supervisionato costantemente dai dirigenti dell’organizzazione benefica, che periodicamen­te si recano ad Haiti: «Ovviamente abbiamo responsabili sul posto, che monitorano i passi avanti dei progetti e fa­centi parte di Fondation St Luc, appunto il nostro partner locale. Ma io torno lì con una certa costanza».

L’isola caraibica non è però l’unico Paese dove la Fondazione è impegnata. In Italia, ad esempio, ha contribuito alle ricostru­zione della scuola del Sacro Cuore a Finale Emilia, nella bassa modenese, un istituto distrutto dal terremoto del 2012; inoltre la Fondazione collabora tuttora con diverse associazioni tra cui l’Elemosineria Papale. «Abbiamo aperto partenariati in Siria e Iraq per le emergenze umanitarie», specifica il d.g., «e soste­niamo un progetto pilota per l’educazione-integrazione di 80 bambini rifugiati a Salonicco. Vogliamo inoltre rendere la no­stra esperienza formativa musicale ad Haiti, Voices of Haiti, un format esportabile in altri Paesi».

L’impegno dell’Andrea Bocelli Foundation non si ferma qui. C’è ancora da esplorare l’altra faccia dello slogan empowe­ring people and communities, quella costituita dal program­ma Challenges. «Con questo progetto», spiega la direttrice generale «operiamo nel campo della ricerca scientifica per trovare soluzioni innovative che aiutino le persone ad affron­tare e superare i limiti posti dalla loro disabilità o disagio, verso una migliore qualità di vita. Lo slancio e la volontà sono quelli di utilizzare ciascuno le proprie forze e i propri talenti, favorendo un processo di crescita e di consapevolezza nelle persone e comunità». Di questo programma fa parte la collaborazione con il Mit di Boston per la creazione di un device che aiuti ad accrescere le facoltà motorie e l’indipendenza delle persone non vedenti: «Questo è solo il nostro primo progetto sulle nuove tecnologie, che tuttavia rispecchia perfettamente il fine ultimo della missione che ci siamo posti: prendersi cura delle persone e aiutandole nell’esprimere il proprio potenziale».

Tutti i progetti della ABF sono interamente sostenuti attraverso donazioni: in parte arrivano da attività di fundraising dirette e indirette, come ad esempio le campagne realizzate con numero di sms solidale dedicato, mentre un’altra parte viene ricavata da erogazioni libere di donatori privati e istituzionali. Tutto ciò con un bilancio che nel 2017 ha superato i 5 milioni di euro. «Abbiamo bilanci stabili da tre anni, una cosa non scontata per un’organizzazione come la nostra. Questo ci permette di prendere impegni con maggiore sicurezza e facilità e di pensare a programmi che siano anche a lungo termine. Tale struttura stabile è solo merito del maestro Bocelli», conclude laura Biancalani, «che ha sempre coperto di tasca sua tutti i costi di struttura della Fondazione. Le donazioni dei sostenitori finanziano esclusivamente i nostri progetti solidali».

Credits Images:

La Fondazione è molto attiva ad Haiti, dove sono state realizzate cinque scuole. In apertura, alcuni studenti impegnati nel progetto Voices of Haiti , che ha l’obiettivo di far esprimere le qualità artistiche dei più giovani