Turismo: un’estate da dimenticare

Per la prima volta, le strutture alberghiere registrano un saldo negativo sia a luglio sia ad agosto. Tra le cause, secondo Federalberghi, la recessione e il maltempo

Non esiste precedente storico da quando la statistica ha iniziato a snocciolare i dati del turismo alberghiero: per la prima volta, i mesi clou della stagione estiva si chiudo con un segno meno.

Per luglio il saldo negativo è -0,6%, per agosto -0,2%. La conclusione, altrettanto negativa, la trae il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca: “Da giugno ad agosto il turismo alberghiero italiano ha prodotto un risultato pari a zero rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso”.

A pesare è soprattutto il calo della domanda interna di pernottamenti: -0,6%, speculare al +0,6% registrato dalla domanda esterna, proveniente soprattutto da Germania (30,7 milioni di presenze), Usa (9,6 milioni), Regno Unito (9 milioni) e Francia (8,6 milioni). Due le principali cause di questa estate da dimenticare: la recessione e il maltempo.

Quest’ultimo avrebbe, da solo, generato un -5% sui fatturati, a causa delle richieste di cancellazione o di partenza anticipata avanzate sia nelle località marine sia in quelle montane. Ma a incidere sono anche le mancate misure che da tempo Federalberghi invoca sul settore, quali “la riduzione della pressione fiscale e del costo del lavoro, l’aumento del massimale per i pagamenti in contante, la semplificazione delle procedure per il rilascio dei visti turistici e la promozione del Bel Paese nel mondo e nell’Italia stessa”, come ricorda Bocca.

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