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Stipendi consiglieri parlamentari: tetto da 240 mila euro

Il Parlamento ha detto sì ai tagli. Ira funesta dei dipendenti di Montecitorio: decisione accolta a suon di fischietti

Il tetto per gli stipendi dei consiglieri parlamentari, fissato a 240 mila euro dal decreto legge Irpef (dl 66 del 2014), è stato accolto a suon di fischietti a Montecitorio. È accaduto ieri, la protesta di commessi, consiglieri parlamentari e funzionari ha contestato rumorosamente il taglio ai salari deciso dall’ufficio di presidenza di Montecitorio. «È una reazione che spiace e rattrista. Fuori da Montecitorio c’è un paese reale che non ha più reti di protezione sociale e anche chi lavora dentro Montecitorio è chiamato a rendersene conto», ha commentato il presidente della Camera Laura Boldrini.Il provvedimento, che ha scatenato “l’ira funesta” dei dipendenti di Montecitorio, è stabilito dal documento intitolato “Integrazione congiunta degli indirizzi per la contrattazione- Senato della Repubblica – Camera dei deputati”. L’idea è di applicare il tetto di 240 mila euro agli stipendi dei consiglieri parlamentari entro la fine del 2014, e poi di calcolare i relativi tetti per tutti gli altri dipendenti di Montecitorio, senza intaccare gli attuali rapporti retributivi esistenti tra le varie categorie professionali. Di conseguenza gli stipendi dei dipendenti della Camera saranno ridefiniti insieme ai sindacati.

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