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Attualità

Start up, Mine: quando l’innovazione è donna

Il caso di autoimprenditoria giovanile, e tutta in rosa, di un’agenzia di meeting & incentive per aziende italiane e straniere, con sede a Taormina (Me)

Questa è innanzitutto una storia di orgoglio. Quello che fa decidere, in tempi di crisi nera, di investire in una propria attività, per dire basta a sfruttamenti e incertezze alle dipendenze di altri – e a vantaggio delle loro tasche, in primis. Quello che dà la spinta per farcela da sole, in un Paese che fa di tutto per scoraggiare. E che, a partire dagli scranni parlamentari, sembra premiare ben altri tipi di “femminilità”. Mentre essere donna, anche in campo lavorativo, dovrebbe essere soprattutto sinonimo di creatività, armonia, energia emozionale, capacità organizzativa e, perché no, decisionale. E ancora, un senso di dignità che fa tornare nella propria terra, mosse da amore e nostalgia, certo, ma anche dalla consapevolezza che esistono eccellenze in loco che hanno bisogno di ricevere visibilità ed essere valorizzate. È così che è nata Mine, start up siciliana, tutta al femminile, fondata e ideata da Elisabetta Caminiti e Manuela Nave. Acronimo di Meeting Incentive New Events, il settore in cui opera la baby impresa (www.minecompany.it). E nome evocativo, guarda caso, del pronome possessivo che in inglese significa “mio”.

Team in rosa. Al fianco delle due managing director, rispettivamente di 32 e 31 anni, due valide giovani, una del 1980 e l’altra dell’85, oltre a vari collaboratori esterni per comunicazione, marketing e grafica. «L’azienda ha aperto i battenti a febbraio 2011. Nel primo anno di attività abbiamo superato un milione di euro di fatturato; per il secondo contiamo di sfiorare i due milioni», spiegano Caminiti e Nave. Entrambe native di Messina, una laurea in Lingue straniere, con alle spalle esperienze nel settore di competenza e anche in campo turistico. «In passato abbiamo lavorato a Milano, a Roma e all’estero, sempre alle dipendenze di qualcuno», prosegue Caminiti. «Finché io e la mia socia, che eravamo già amiche, abbiamo preso il coraggio a due mani e abbiamo deciso di metterci in proprio. Facendolo nella nostra terra d’origine: scegliendo come sede Taormina, centro di attrazione dell’isola».

L’appoggio di Unicredit. Punto di partenza per tagliare il nastro del nuovo sogno professionale, il progetto di Unicredit dedicato alle start up fino a 5 milioni di euro di fatturato: per un finanziamento massimo di 100 mila euro, con durata non superiore ai 7 anni. «Accanto all’aiuto economico, di cui abbiamo beneficiato presentando il nostro plan, mostrandone il potenziale volume d’affari, il sostegno della banca è stato importante anche per la rete dei contatti», commenta Caminiti.

Tra eventi outgoing e incoming. Ma come opera, esattamente, la giovane impresa siciliana? «Lavoriamo su due fronti diversi, l’outgoing e l’incoming. Sul primo versante, trattiamo con aziende prevalentemente del Nord Italia (da imprese farmaceutiche a bancarie) che vogliono organizzare eventi all’estero. Abbiamo un corrispondente per ogni nazione del mondo», aggiunge l’imprenditrice. «Nell’incoming, invece, la clientela è soprattutto estera. In questo ramo abbiamo puntato sulla personalizzazione, non solo offrendo servizi ritagliati su misura del committente, specie con l’aiuto della tecnologia e dell’interattività, ma anche introducendo il concetto del “km zero”, rivisitandolo. Nel food è una caratteristica già consolidata. Ma quello che noi proponiamo, parallelamente, è di utilizzare maestranze e professionalità made in Siciliy. Nella nostra terra tali idee si sono rivelate vincenti perché, rispetto a una piazza come Milano, per esempio, simili iniziative non erano ancora state realizzate».

INCOMING – TRINACRIA DA SCOPRIREAlcune originali iniziative di Mine, pensate per i clienti stranieri

SAPORI DI SICILIAUn percorso culinario alla scoperta della cultura siciliana attraverso i suoi sapori. I partecipanti dovranno prima preparare l’impasto della pasta fresca, e quindi affrontare sei ulteriori prove culinarie, dalla preparazione dei cannoli alla preparazione della parmigiana alla siciliana.THE GODFATHERCon l’aiuto di registi professionisti, tecnici e cameramen, il gruppo imparerà a utilizzare gli strumenti di base utilizzati durante la ripresa di un film. I partecipanti potranno fare un rifacimento di una scena del celebre film Il padrino, mettendo alla prova le loro doti artistiche.
500 VINTAGE TOURIl gruppo vivrà un’esperienza che permetterà di conoscere l’isola sulle ruote della mitica 500. I partecipanti dovranno superare delle sfide che metteranno alla prova le loro abilità.JEEP TOURAvventura sul vulcano Etna. Il team potrà osservare da vicino i crateri a bordo di una jeep.

Network regionale. Tra i nuovi progetti a cui Mine ha aderito, c’è anche Mia, Meet in Action Italia (www.meetinaction.it), che comprende in tutto dieci corrispondenti nella Penisola. «Stiamo cercando di creare un network nelle varie Regioni per poter essere presenti in ciascuna di esse», illustra Caminiti. «Interessante è il fatto che se un cliente fa una richiesta a noi in Sicilia, e per vari motivi non possiamo soddisfarla, proponiamo in alternativa qualche altra agenzia della rete. Gli obiettivi sono lavorare in team, poterci espandere – si tratta di realtà con lunga esperienza alle spalle, anche più di noi – e dare dei validi punti di riferimento a chi, dall’estero, vuole conoscere bene l’Italia».

Essere propositivi. «Mai come in questo periodo», conclude la giovane messinese, «occorre tanto entusiasmo. Proprio perché è un periodo difficile, le persone hanno bisogno di sentirsi trascinate da chi ha motivazione e riesce comunque a conseguire risultati positivi». Mine tutt’altro che vaganti – per giocare col nome della start up e col titolo di una nota commedia di Ferzan Ozpetek – che sanno andare dritte al bersaglio. Dal palco di Sanremo 2012, Geppi Cucciari, protagonista di uno dei momenti più significativi della televisione italiana di quest’anno ormai al termine, lo aveva auspicato: «Che siano anche queste, in Italia, le donne che fanno notizia».

Credits Images:

Manuela Nave e Elisabetta Caminiti