Londra è la città più smart d’Europa

Mobilità, governance, internazionalità: la capitale del Regno Unito è prima tra le smart cities del Vecchio Continente e seconda a livello globale

Londra, Parigi, Berlino, ma anche Reykjavík e Vienna. Sono alcune delle 10 città più smart del Vecchio Continente secondo lo IESE Cities in Motion Index (CIMI), l’indice che analizza il livello di sviluppo di 165 città di 80 Paesi del mondo sulla base di nove caratteristiche: capitale umano, coesione sociale, economia, ambiente, governance, urbanistica, internazionalità, tecnologia e mobilità e trasporti.

Ma, criteri a parte, cosa definisce realmente una Smart City? Secondo la Commissione Europea, una città intelligente è “un luogo in cui le reti e i servizi tradizionali sono resi più efficienti attraverso l’uso di tecnologie digitali e di telecomunicazione a beneficio dei suoi abitanti e delle imprese”. Un impegno, quello delle amministrazioni più consapevoli e all’avanguardia, che si traduce in servizi di trasporto intelligenti, spazi pubblici più sicuri, smaltimento dei rifiuti e approvvigionamento idrico di ultima generazione.

Buoni i risultati per l’Europa, che riesce ad ottenere nell’ultima edizione dello studio diverse posizioni di rilievo. Resta invece indietro l’Italia, con Milano prima del Belpaese solo al 45° posto e Roma più giù al 66°.

Londra è la più smart d’Europa

Prima in Europa e seconda a livello globale dopo New York, la Capitale del Regno Unito si è affermata come città smart per eccellenza grazie soprattutto alle recenti iniziative dell’amministrazione comunale.

Smarter London Together” è infatti il nome del programma presentato lo scorso anno dal sindaco della City Sadiq Khan per rendere Londra “la città più intelligente al mondo”, grazie a un uso strategico delle nuove tecnologie che consente di trasformare digitalmente la Capitale in cinque ambiti: design, dati aperti e condivisi, connettività, competenze digitali e piattaforme collaborative. E proprio per rendere più veloce ed efficiente la condivisione dei dati è stato ideato il programma “London Office for Data Analytics” (LODA).

Parigi, fra tradizione e innovazione

The Open City, The Connected City e The Sustainable City: sono i tre progetti pensati dall’amministrazione di Parigi per rendere la città un luogo più abitabile e interconnesso. La Capitale francese, seconda tra i grandi centri europei, punta infatti ad affrontare temi come la scarsità di risorse, il cambiamento climatico e i problemi legati all’urbanizzazione attraverso una gestione più intelligente e consapevole dei dati e l’uso di tecnologie dell’IoT.

Una strategia che passa anche attraverso il ripensamento degli spazi urbani, che grazie al progetto “Paris Smart City 2050” dell’architetto Vincent Callebaut accoglieranno smart buildings in grado di assicurare efficienza energetica, riciclo dei rifiuti, recupero di acqua piovana, piste ciclabili e aree pedonali e spazi verdi più accessibili.

Reykjavík: mobilità ed energie al top

La Capitale islandese sale sulla posizione più bassa del podio grazie in particolare al suo servizio di trasporto pubblico, considerato all’avanguardia per efficienza e usabilità. L’app Strætó che si collega al sistema di autobus ha avuto oltre 85.000 download dal 2014, anno del suo lancio.

Ma la città mostra grande attenzione anche al tema ambientale: la Capitale islandese infatti è all’avanguardia per l’uso dell’energia geotermica che, grazie a un complesso sistema di tubature, viene sfruttata per portare energia, calore e acqua ai cittadini.

Ecco l’elenco delle prime dieci Smart Cities europee:

  1. Londra

  2. Parigi

  3. Reykjavík

  4. Amsterdam

  5. Berlino

  6. Copenhagen

  7. Stoccolma

  8. Vienna

  9. Helsinki

  10. Oslo

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