Sì dal Parlamento a Monti, il discorso alla Camera – Video

Il presidente del Consiglio cita Spadolini: “Continuate pure a chiamarmi professore, perché i presidenti vanno e vengono, i professori restano”

Il governo Monti incassa la fiducia in Parlamento e inizia ufficialmente il suo lavoro. Lunedì già il primo Consiglio dei ministri, poi le visite istituzionali del nuovo premier Mario Monti che sarà martedì a Bruxelles per incontrare presidente del Consiglio Ue Herman Van Rompuy, mentre giovedì parteciperà a un mini-vertice con Nicolas Sarkozy (Francia) e Angela Merkel (Germania). In occasione del suo discorso per la fiducia alla Camera, dove l’esecutivo ha ricevuto 556 voti a favore, Monti ha ribadito il piano del governo che punta ad arrivare alla fine della legislatura per completare il programma di emergenza alla cui realizzazione è stato chiamato. Monti risponde seccato alle accuse di piegarsi a poteri forti, ma al tempo stesso è deluso per le “troppo facili” accuse della società civile alla politica. Invita gli italiani, politici in primis, a non dare la colpa della crisi “agli altri”: la situazione attuale è frutto di errori – commessi in buona fede – del passato. Per quanto riguarda la durata del suo governo Monti è chiaro: il governo è legato alla fiducia che gli sarà accordata ( “non dureremo un minuto in più”) ma precisa con chiarezza che il suo obiettivo è quello di “proiettare la squadra di governo sulla prospettiva da qui alle elezioni”, cioè fino al 2013. L’unica arma che Monti ha per convincere i partiti a sostenerli, è quella del crollo di fiducia che sperimenterebbero se si tirassero indietro: “la fiducia in noi è anche una fiducia verso di voi” e farla mancare “avrebbe conseguenze sulla fiducia dei cittadini verso la politica”. L’ammonimento è rivolto a quanti minacciano di “staccare la spina” al governo in un futuro più o meno prossimo. Un’espressione che il professore non ama, e lo fa capire con una battuta: “Vi prego, non usatela più, noi non siamo un apparecchio elettrico. E anche se fosse, non saprei quale apparecchio dovremmo essere, se un rasoio o un polmone artificiale…”.

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